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Terremoto, ad Amatrice partono i cantieri per la ricostruzione del centro storico

Paola Corradini
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Una caldissima mattinata di luglio per segnare l'inizio della rinascita di Amatrice. Quella di ieri è stata una giornata dove l'ufficialità è stata messa da parte per fare spazio alla voglia di futuro e al ricordo. Il presidente della Regione Lazio Nicola Zingaretti, il commissario alla Ricostruzione Giovanni Legnini, l'assessore regionale Claudio Di Berardino, il vice sindaco di Amatrice Massimo Bufacchi e il vescovo di Rieti Domenico Pompili che hanno raggiunto a piedi il luogo dove è stata posata la prima pietra del nuovo Centro di formazione professionale alberghiero.

“Oggi è il decollo della ricostruzione – ha detto il vice sindaco Massimo Bufacchi – perché andremo avanti e non ci fermeremo e se dovesse riprendere la pandemia cercheremo di trasformarla in opportunità perché sappiate che c’è gente nelle casette che aspettava questo momento da tempo; ora dobbiamo impegnarci per fare in modo che nelle casette ci rimangano dentro le persone”. E' in maniche di camicia il Governatore Nicola Zingaretti, proprio come quella mattina di agosto di cinque anni fa. “In questi anni – racconta – sono tornato spesso ad Amatrice, e tornerò a sorpresa anche per controllare che i lavori vadano avanti, sappiatelo, ma oggi trovo una differenza nei rumori che ascoltiamo. Ero qui il 24 agosto e quello che era straziante era il silenzio, il dolore del pianto, il rumore degli elicotteri che andavano su per caricare i feriti, i tir della Protezione civile che scaricavano tende e cucine; poi c’è stato il rumore dei martelli che costruivano le cassette e quello delle ruspe che portavano via le macerie, le urla di rabbia degli abitanti perché c’era la percezione che nulla si stava muovendo. Oggi i rumori sono quelli dei cantieri e questa è la vera svolta. L’eliminazione degli ostacoli normativi ci permetterà di fare tutto nella legalità ma più velocemente. Venendo su dalla nuova variante di Corso Umberto e guardando il cantiere dell’ospedale, il nuovo auditorium che verrà inaugurato sabato, le gru, le case nuove e oggi la posa della prima pietra ci dice che finalmente ci siamo e l'istituto alberghiero di Amatrice sarà probabilmente il più bello d’Italia e forse d’Europa. Aver posto questa prima pietra è un grande segnale di fiducia per tutta la comunità”.

 

“Quella che abbiamo attraversato per arrivare qui – dice il Commissario alla Ricostruzione Giovanni Legnini – mi piace chiamarla la strada della ricostruzione perché, dopo le scelte e le decisioni assunte, ci consentirà di avviare la ricostruzione del centro storico e ll'Alberghiero, così importante ed evocativa di futuro per i giovani e per la comunità, mi rende felice perché garantirà un futuro a questa terra”. E poi le opere pubbliche in corso che per ora “sono dieci, m diverse altre seguiranno nelle prossime settimane che ripagano i sacrifici di moltissimi con 170 cantieri della ricostruzione privata aperti e 113 già conclusi. Il lavoro da fare è tantissimo”. Poi l'ultimo ringraziamento al vescovo Pompili “che seguirà uno dei cantieri simbolo se non il cantiere simbolo dell’intero cratere: la Casa del futuro che si accinge ad essere inaugurata”. Ed è il vescovo di Rieti a sottolineare che “Non basta solo la ricostruzione materiale, ma serve anche una ricostruzione economica e sociale perché diversamente corriamo il rischio di costruire delle cattedrali nel deserto e oggi nell’Appennino centrale il problema è quello di ripopolare questi territori e far rivivere questi contesti bellissimi”. Su tutta la mattinata ha aleggiato il pensiero di chi che ha sempre voluto la rinascita di Amatrice: Antonio Fontanella scomparso nel marzo scorso. Ed è la moglie Margherita D'Apostolo a sottolineare l'impegno del marito che, dice, “è stato favorito anche dalla dalla nomina del Commissario Legnini con cui ha lavorato fianco a fianco e che ha emanato una serie di ordinanze che hanno ulteriormente semplificato le procedure, però l’idea e la spinta iniziale l'ha data proprio Antonio che ha sempre lavorato, prima da assessore e poi da sindaco, per la sua comunità”. E ieri, la prima pietra, portava il suo nome.