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Rieti, minorenne adescato in chat. Il pensionato fa scena muta davanti al gip. Confermati i domiciliari

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Paola Corradini
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Durante l'udienza di convalida dell'arresto presso il Tribunale di Teramo, il 72enne reatino, sottoufficiale dell’Esercito in pensione che affitta delle camere al mare, accusato di pedofilia si è avvalso della facoltà di non rispondere alle domande del gip che ha così confermato i domiciliari presso una delle case che l’imputato possiede a Tortoreto. L’uomo, definito da chi lo conosce, persona insospettabile con moglie e figli, era finito in manette sabato scorso. 

A ricostruire quanto accaduto il pm Stefano Giovagnoni grazie anche alla testimonianza del 14enne del posto che ha raccontato come erano iniziati i fatti. Affiancato, come prevede la legge, da uno psicologo, il ragazzo ha raccontato che era dal 3 luglio, anche se tutti i cellulari e i pc dell’uomo sono in mano a periti informatici nominato dal tribunale.  Sabato mattina, sempre secondo quanto contenuto nel fascicolo accusatorio del pm, l’uomo avrebbe chiesto al giovane di poterlo raggiungere nella sua abitazione visto che il ragazzo gli aveva scritto di essere solo in casa. Sembra che già da diversi giorni il 72enne si aggirasse intorno alla del ragazzo, ma lo scorso week end ha deciso di raggiungere il 14enne sotto la casa dove il ragazzo vive con la famiglia.  Il padre, insospettito da alcuni comportamenti del figlio, è però tornato prima del previsto ed ha trovato proprio nei pressi dell’abitazione, il pensionato ed il ragazzo in atteggiamenti intimi definiti inequivocabili.  L’uomo, dopo aver allontanato il figlio dall’uomo, ha immediatamente richiesto l'intervento dei carabinieri che da Alba Adriatica sono arrivati sul posto in pochi minuti, evitando il peggio visto che il padre della vittima era già pronto a scagliarsi contro il presunto pedofilo per picchiarlo. 

 

Il pensionato è stato arrestato e condotto in caserma per il primo interrogatorio, ma anche in quel caso il 72enne si è rifiutato di rispondere alle domande dei militari e di spiegare l’accaduto. L’unica richiesta è stata di poter chiamare il suo avvocato di Rieti. Proseguono intanto, dopo le perquisizioni nelle due abitazioni di proprietà dell’uomo a Tortoreto, le indagini sul materiale sequestrato comprendente telefoni cellulari, computer e hard disk esterni che gli uomini dell’Arma hanno trovato nascosti all'interno di un doppiofondo di un mobile. Sarà tutto analizzato. I tecnici forensi delle forze dell'ordine stanno già esaminando il materiale per cercare di ricostruire quanto accaduto e se, già in passato, l’uomo abbia tentato di adescare altri giovani, come anche per controllare se contengano video o immagini archiviate riconducibili in qualche modo al mondo della pedopornografia.