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Rieti, senzatetto dormono sotto i ponti sul Velino. Il Pd: "Il Comune intervenga"

Lu. Spa.
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Una storia che si ripete da tempo ma che negli ultimi mesi, complice anche la bella stagione, sta degrnerando. Sono decine le persone senza fissa dimora che bivaccano lungo l’argine del fiume Velino spesso a pochi passi dalle abitazioni e dal salotto buono della città. Una situazione più volte segnalata non solo dai residenti ma anche da associazioni di volontariato e consiglieri comunali. “Ci troviamo purtroppo a denunciare una situazione di disagio per la quale il Comune non ha responsabilità per la quale però potrebbe trovare una soluzione - spiega il capogruppo del Pd in consiglio comunale, Alessandro Mezzetti -. Parliamo degli accampamenti di persone senza dimora che passano la notte sotto il ponte Giovanni XXIII, una situazione di degrado sociale che chiunque passi da quelle parti può notare e che negli ultimi giorni l’ex consigliere Emanuele Donati ha portato più volte all’attenzione dell’opinione pubblica attraverso i social”.

Per il consigliere Mezzetti “si tratta innanzitutto di una questione di civiltà e di generosità nei confronti di persone in difficoltà, in subordine è anche una questione di decoro resa ancor più urgente dal fatto che alcuni esponenti dell’amministrazione comunale mentre gonfiano il petto con la vocazione turistica della nostra città lasciano uno degli angoli più caratteristici e attrattivi, come appunto il tratto cittadino del fiume Velino, in completo stato di abbandono, ma questo merita un discorso a parte, con tanto di stese di panni sulle rive che certamente non rendono giustizia alla bellezza del luogo stesso. È necessario che l’assessore competente intervenga magari adottando un provvedimento come quello preso durante le stagioni invernali con il Riparo per il freddo restituendo dignità alle persone e ai luoghi” conclude.

 

Appena poche settimane fa un’altra situazione simile si era verificata nel sottopasso del centro commerciale Perseo anche questo diventato bivacco di senza fissa dimora e migranti in attesa di ottenere il permesso di soggiorno dalla Questura. In quel caso amministrazione e volontari intervennero e l’area fu sanificata e chiusa.