Cerca
Logo
Cerca
Edicola digitale
+

Rieti, nuovo ospedale. Fabio Refrigeri (Pd): "Bisogna fare in fretta"

Alessandro Toniolli
  • a
  • a
  • a

Per il nuovo ospedale di Rieti l’obiettivo è quello di realizzarlo bene e nei tempi più rapidi possibili. L’area su cui sorgerà è quella attigua alla struttura odierna, questo permetterà la piena sinergia tra l’odierno San Camillo De Lellis ed il nuovo nosocomio, e sul futuro della vecchia struttura, assicura il presidente della Commissione Bilancio del Consiglio Regionale del Lazio Fabio Refrigeri, si aprirà una discussone con le autorità locali, la Asl, le rappresentanze sindacali, quelle datoriali e tutti gli altri portatori di interessi.

 

Erano i primi giorni di aprile quando durante un incontro organizzato da Cgil Rieti, Roma Est Valle dell’Aniene l’assessore regionale alla sanità Alessio D’Amato parlava della necessità di un cronoprogramma serrato che portasse prima possibile ad un progetto esecutivo con scadenze ben calibrate, l’approvazione del finanziamento per lo studio di fattibilità da parte della Regione sembra confermare gli intenti. Una volontà di marciare spediti che si poteva rintracciare anche nella proposta, poi accolta, del presidente della Commissione Bilancio della Camera Fabio Melilli di far realizzare la nuova struttura all’Inail, in quel caso il parlamentare dichiarò “il fatto che a occuparsi della cosa sia l’Inail costituisce una garanzia sia per quel che riguarda le risorse da mettere in campo che per i tempi di realizzazione; è un po’ come parlare di poteri commissariali, tali da semplificare le procedure che accompagnano, come in questo caso specifico, un’opera pubblica”. Il consigliere Fabio Refrigeri sembra soddisfatto del percorso avviato “ci sarà bisogno ora di redigere un progetto che è preliminare, ma comunque importante”.

 

Si tratta di realizzare un’opera imponente “l’ospedale dei Castelli che è comunque un’opera importante è costato 120 milioni di euro, questa è un’opera finanziata per 179 milioni”. La volontà, dichiarata ancora una volta, è quella di “marciare spediti, anche perché il vecchio ospedale ha bisogno di essere messo in sicurezza e non si può andare troppo per le lunghe, cominciando prima possibile una serie di attività nella nuova struttura”. Con la realizzazione del nuovo nosocomio si aprono nuove possibilità derivanti dal trovarsi comunque a disposizione i grandi spazi dell’odierno De Lellis “a questo proposito ho già delle idee, che però saranno da confrontare con tutti gli altri soggetti interessati. Penso ad esempio ad una piastra ambulatoriale in modo da riunire il più possibile i servizi di sanità, ma sicuramente anche il tema dell’università ricoprirà un ruolo importante, proprio in questi giorni abbiamo un tavolo aperto su questo tema, ed il connubio tra prestazioni sanitarie, istruzione accademica e formazione sarà sicuramente fondamentale”.