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Rieti, mille posti di lavoro per produrre i pannelli fotovoltaici. Il piano per rilanciare Gala

Alessandro Toniolli
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Rieti, dal progetto di reindustrializzazione del sito Gala si apre una prospettiva che potrebbe portare al nucleo industriale reatino fino a mille posti di lavoro. Questa è l’importante novità emersa dall’incontro tenuto il 16 luglio tra la direzione aziendale e le organizzazioni sindacali, a farlo sapere è Luigi D’Antonio, segretario provinciale della Fiom Cgil. Già l’ultimo faccia a faccia di marzo con Gala, ora Progetto Tecnologie Future sul nuovo piano industriale per lo stabilimento aveva acceso delle speranze, confermate e dettagliate nei giorni scorsi.

 

Nel comunicato diramato dai sindacati si legge “l'azienda ha confermato la volontà di portare avanti il progetto industriale entrando più nel dettaglio dei numeri e dell'impatto che questo avrebbe sul territorio sia in termini occupazionali che economici. I numeri dichiarati sono numeri importanti per un territorio come il nostro. Il progetto ricordiamo è all'interno dello sviluppo delle energie rinnovabili e prevede la produzione di pannelli fotovoltaici, di celle e successivamente anche di batterie ma questo è una parte del progetto complessivo”. Luigi D’Antonio in un colloquio con Il Corriere di Rieti spiega “dopo gli annunci dei mesi scorsi in cui veniva annunciata la ripartenza del sito industriale noi come organizzazioni sindacali abbiamo chiesto un incontro. Nel corso della riunione si è entrato un po’ più nel merito delle cose con numeri riguardanti occupazione e investimenti. Nel caso di completamento del progetto si parla di fino a mille posti di lavoro”.

 

Il settore nel quale si dovrebbe andare ad operare è quello dello sviluppo delle energie rinnovabili, in piena sintonia con quanto auspicano per la ripresa economica il Governo e l’Europa, realizzando a Rieti prodotti in grado di competere anche con i colossi cinesi “attualmente su dieci produttori di pannelli fotovoltaici nel mondo otto sono cinesi e due americani, l’Italia non è presente neanche tra i primi quattordici. La volontà è quella di creare le condizioni per cui si sia in grado di competere nella produzione di pannelli e celle di nuova generazione. Con le nuove tecnologie questo dovrebbe essere possibile. E’ interessante anche la possibilità di produrre accumulatori e batterie. Si partirebbe con la produzione di pannelli per poi andare a regime e coinvolgere altri settori come l’agri-voltaico”.