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Rieti, calano i fatturati. I commercianti chiedono di abbassare gli affitti

Monica Puliti
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Giù gli affitti dei locali commerciali per compensare la perdita di fatturato conseguente al terremoto prima e alla pandemia dopo. E’ la richiesta che arriva, su sollecitazione degli esercenti, da Confcommercio Lazio Nord (Rieti e Viterbo) secondo cui va trovata una soluzione per rimodulare i canoni di locazione. In che modo? “Innanzitutto, cercando un accordo con i proprietari degli immobili – propone il presidente Leonardo Tosti o con le associazioni dei proprietari, come accadrebbe a Terminillo, per arrivare a un’intesa che consenta un abbattimento dei costi del 30/40 per cento, che è il valore medio della perdita di fatturato registrato soprattutto da un anno e mezzo a questa parte”. Una soluzione temporanea o a medio e lungo termine, a seconda delle necessità.

 

“Se i fatturati dovessero tornare a crescere – aggiunge Tosti – anche gli affitti seguirebbero lo stesso trend, ma fino ad allora per i commercianti è determinante poter pagare di meno”. Un discorso che ben si attaglia sia alle attività che volessero aprire – e un affitto calmierato costituisce senza dubbio un incentivo – sia a quelle che operano già nel mercato locale e fanno quotidianamente i conti per far quadrare i bilanci. Penso – dice ancora il presidente di Confcommercio – ai ‘temporary shop’ di Natale quando alcune attività aprono temporaneamente, soprattutto nelle vie più centrali della città, nei locali chiusi perché sfitti grazie all’aiuto economico fornito da Camera di commercio e Comune, per dare impulso all’economia e alzare le saracinesche di immobili chiusi da tempo. Ritengo che anche in questa occasione si potrebbero trovare soluzioni a sostegno del commercio locale con l’aiuto di enti e associazioni del territorio, motivo per cui è importante che si organizzi un tavolo nel quale affrontare la cosa e trovare una risposta alla richiesta di aiuto degli esercenti”.

 

Il problema, per stessa ammissione dei commercianti, non è stato, in questo ultimo anno e mezzo, l’aumento degli affitti – che, anzi, in alcuni casi sono stati ritoccati al ribasso dai proprietari o sono rimasti invariati – quanto piuttosto, come detto, una consistente perdita di fatturato da parte delle attività, che impedisce di sostenere quei costi. “L’esito della ripresa economica passa anche da qui” dice ancora Tosti secondo il quale una soluzione potrebbe essere quella di concordare un canone più basso rispetto a quelli del 2019 e prevedere aumenti scaglionati per gli anni successivi in base all’andamento del fatturato registrato. D’accordo con la proposta Loredana Badini, presidente Fimaa-Federazione italiana mediatori agenti d’affari Lazio Nord, che sostiene come il comparto si renda disponibile a fare da tramite per un’intesa che potrebbe dare respiro al settore del commercio in una fase tanto delicata per l’economia.