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Monterotondo e Nerola, rifiuti da Roma. Individuate due aree per la discarica

Matteo Torrioli
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Il pericolo esiste da anni, precisamente dalla chiusura della discarica di Malagrotta. Da quando il mega impianto ha chiuso i battenti, quello dei rifiuti di Roma è diventato un problema che riguarda tutta la provincia visto che, periodicamente, si ipotizza l’apertura di nuove discariche fuori dal territorio della Capitale e, quindi, nei Comuni limitrofi. Anche a nord della Capitale. Il Comune di Roma ha consegnato al ministero della Transizione ecologiche le indicazioni per le aperture di nuove discariche. Nel documento si rileva come non esistano siti idonei nel territorio comunale mentre ci sono zone al 90% rosse in provincia. Invece le aree gialle con “fattori di attenzione progettuale” sono pochissime e riguardano città e paesi della provincia di Roma. Si tratta delle zone idonee alla “realizzazione di impianti di smaltimento di rifiuti urbani” e riguardano, tra le altre, Monterotondo, Carsoli, Nerola e Rignano.

 

Il criterio seguito è quello di trovare zone “libere” da vincoli ambientali, archeologici e urbanistici, come quelli stabiliti dal piano paesistico della Regione. Bisogna quindi rispettare la distanza minima da un centro abitato, da una scuola, da una chiesa e l’assenza di siti tutelati dai Beni culturali oltre alla lontananza da falde acquifere e parchi. Già la scorsa settimana i sindaci di Formello, Mazzano Romano, Rignano Flaminio, Castelnuovo di Porto e Monterotondo si erano uniti al collega di Magliano Romano, città individuata per l’apertura di una nuova discarica. Intanto si è già espressa sulla vicenda la sindaca di Nerola Sabina Granieri. “Leggo notizie stampa riguardo un’eventuale discarica nel territorio di Nerola. Nella mappa ci sono tanti comuni in giallo come il nostro che hanno cave dismesse o altre situazioni. Tuttavia ad oggi non abbiamo ricevuto nessuna notizia né informale né formale – sottolinea la sindaca -. Quindi per ora tranquillizzerei tutti. Nel caso si ventilasse minimamente l’ipotesi siamo pronti con tutte le armi a difendere il nostro territorio. Ricorreremo su tutti i tavoli e in tutte le sedi opportune. Per ora ripeto non c è nessuna notizia, solo un articolo di giornale che ci nomina insieme ad altri comuni”.

 

Già in passato si era guardato alla Sabina per ricevere i rifiuti romani. A giugno 2019 le feroci proteste dei cittadini di Riano scongiurarono l’apertura della discarica di Pian Dell’Olmo grazie al “no” definitivo arrivato dalla Regione Lazio nell’ottobre del 2020. Tornando ancora più indietro nel tempo, praticamente negli anni ’90, la protesta montò proprio a Monterotondo quando si oppose all’apertura della discarica di Valle Ricca, area verde situata alle porte della città. Mesi e mesi di battaglie portarono le istituzioni a fare marcia indietro.