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Rieti Covid, il bollettino del 19 luglio. Tre nuovi casi, i positivi risalgono a 31

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Tre nuovi casi di Covid-19 e nessun guarito nelle ultime 24 ore. E' quanto emerge dal bollettino sull'emergenza coronavirus della Asl di Rieti di lunedì 19 luglio. I nuovi casi sono stati riscontrati a Rieti (1), Montopoli in Sabina (1) e Tarano (1).  Non si registrano nuovi guariti. Nelle ultime 24 ore sono stati effettuati 50 tamponi e dunque il numero dei test effettuati dall'inizio della pandemia è 102.257. Totale positivi in provincia di Rieti: 31.   
 

Per adesso a livello regionale la situazione è sotto controllo: "Non è prevista alcuna apertura di nuovi posti letto Covid. Non ce n’è alcuna esigenza, poiché lo scenario in cui ci troviamo finora è quello più basso. Il tasso di occupazione dei posti letto in area medica attualmente è di appena il 2%, 38 punti in meno la soglia di allerta, così come il tasso di occupazione in terapia intensiva pari al 3%, è 10 volte più basso della soglia di allerta. Pertanto, in queste condizioni, non vi è alcuna esigenza di aprire posti letto  Covid. La priorità rimane la vaccinazione". Lo comunica in una nota l’Unità di Crisi  Covid della Regione Lazio.

 

"Chiedo che adesso, più che mai, serva la massima collaborazione, è necessaria per limitare i danni e controllare la circolazione del virus, che oggi avviene soprattutto in fascia giovanile. Inoltre, se una persona consapevole di essere positiva omette di dichiarare le attività che ha svolto nei giorni precedenti, commette un reato penale. Spero che i ragazzi se ne rendano conto: il contact tracing serve a frenare l’epidemia". Così a La Repubblica l’assessore alla Sanità della Regione Lazio, Alessio D’Amato. "Non esistono delatori in tempo di pandemia. I nostri non stanno lì a controllare nessuno, stanno solo facendo un grande lavoro per cercare di arginare la diffusione del virus - ha aggiunto - Comprendo il punto di vista dei ragazzi: pensano che tanto non gli succederà niente e non vogliono passare 14 giorni in quarantena, ma è un errore, perché così si compromette il blocco della catena di trasmissione. E rischiano di colpire gli adulti e gli anziani ancora non vaccinati. Siamo ancora in tempo, ma ce ne resta poco: adesso è fondamentale collaborare con le attività di tracing e completare il ciclo vaccinale. E lo possiamo fare solo adesso, perché non c’è pressione ospedaliera".