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Scatta piano della Forestale contro incendi boschivi

Paola Corradini
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Si è tenuta, presso il Comando Provinciale dei carabinieri di Rieti, la conferenza stampa per illustrare la sempre più concreta sinergia tra Arma Territoriale e Arma Forestale per la prevenzione e il contrasto agli incendi boschivi. Ad illustrare quanto fatto sinora e quanto si farà nei prossimi mesi estivi, quando gli incendi dolosi o casuali, ogni anno devastano interi ettari di territorio, il comandante provinciale della compagnia di Rieti, il colonnello Bruno Bellini e il comandante del Gruppo Carabinieri Forestale, tenente colonnello Irene Davì da poco nuovo Comandante del Gruppo forestale carabinieri di Rieti. Sono stati illustrati i dettagli degli interventi di prevenzione come pure i tanti tipi di incendi che caratterizzano il nostro territorio.

“Quello degli incendi boschivi - ha detto Davì - e non solo, è un fenomeno sicuramente da attenzionare perché il patrimonio boschivo naturalistico della provincia è inestimabile e non ha nulla a che invidiare a quello di altre regioni ed è un patrimonio del cui valore la cittadinanza è perfettamente consapevole”. “Ovviamente - ha aggiunto - fenomeni prodotti da cattive abitudini o in alcuni casi da patologie ci spinge a non abbassare mai la guardia rispetto a quelle che sono appunto le attività di prevenzione e di repressione di questo reato che è molto grave e viene punito con pene anche molto severe”. Il comandante Bruno Bellini ha tenuto a sottolineare il valore dell'accorpamento con il Corpo Forestale “che costituisce un valore aggiunto perché con questa scelta l’Arma è diventata la forza di polizia più specializzata d'Europa e noi stiamo acquisendo da loro tante nozioni che prima non conoscevamo o comunque solo in parte. Loro viceversa stanno acquisendo da noi altre nozioni; quindi ci stiamo integrando a vicenda e questo sicuramente è un valore aggiunto non solo per l’Arma, ma per tutta la comunità”.

Durante la conferenza stampa è stato ribadito che l’impegno dei carabinieri forestali del Reatino nel contrasto al fenomeno degli incendi boschivi non si ferma e gli uomini dell'Arma possono lavorare, da alcuni anni, avendo a disposizione metodologie d'indagine altamente innovative, come anche per ciò che riguarda lo studio dei reperti e l'analisi tecnico-scientifica. Il tutto, finalizzato a reprimere gli illeciti ambientali connessi al fenomeno degli incendi boschivi. I carabinieri hanno ribadito che la pena prevista in caso di incendi boschivi può arrivare anche a cinque anni di reclusione se di natura colposa e a dieci se viene appurato che l’incendio è stato appiccato per dolo.