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Rieti, bastonate tra cognati. Un arresto

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Bastonate tra parenti. Si è rischiata la tragedia venerdì sera a Magliano Sabina per una lite tra cognati. Alla fine il bilancio è di un ferito finito in ospedale e un arresto per lesioni e resistenza a pubblico ufficiale. Protagonisti del parapiglia due cinquantenni che da tempo sono protagonisti di violenti litigi e che già negli anni scorsi avevano impegnato i militari della locale stazione dei carabinieri per placare la loro furia. L'ultimo litigio si è verificato nel cuore del pomeriggio di venerdì nell'immobile di famiglia in località Berardelli. I due hanno cominciato l'ennesima discussione ma ben presto dalle parole sono passati ai fatti cominciando a prendersi a bastonate ferendosi anche in maniera seria. Uno dei due, in particolare, ha colpito l'altro alla testa.

Le urla e il trambusto hanno allarmato i vicini e poco dopo sul posto sono arrivate due pattuglie dei carabinieri della stazione di Magliano Sabina e della Compagnia di Poggio Mirteto. Alla vista dei militari il 55enne avrebbe opposto resistenza provando ad aggredire i militari stessi. Alla fine è stato bloccato e caricato sulla gazzella e portato in caserma. Sul posto anche un'ambulanza del 118 che ha trasportato il cognato al pronto soccorso dove gli è stata data una prognosi di una settimana per le ferite riportate durante la colluttazione. Il 55enne fermato dai carabinieri sono scattati gli arresti domiciliari per le ipotesi di lesioni e resistenza a pubblico ufficiale. Tra i cognati, evidentemente, non corre buon sangue da tempo.

Già nel 2019 per una loro furiosa lite, sempre a Berardelli erano dovuti intervenire i carabinieri. In quel caso alla fine del litigio uno dei due diede fuoco all'auto dell'altro. Anche in quel caso ci fu un arresto per resistenza a pubblico ufficiale e danneggiamenti aggravati. Ma la lezione probabilmente non è servita e i due hanno continuato a guardarsi in cagnesco. Fino all'ultima litigata di venerdì finita a bastonate. Ora l'uomo arrestato d'iniziativa dai carabinieri dovrà rispondere dei reati ipotizzati dai militari – lesioni e resistenza a pubblico ufficiale – ed è a disposizione dell'autorità giudiziaria. Spetterà al giudice decidere sulla convalida e decidere se confermare la misura cautelare disposta a carico dell'uomo.