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"I cani non saranno deportati"

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pa. gio.
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Si rinfiamma la polemica attorno all'affidamento della gestione dei cani randagi, che molto ha fatto discutere nelle ultime settimane. E che torna a far discutere dopo il post con cui il sindaco Davide Basilicata, sempre e solo via Facebook, tranquillizza tutti, dicendo che "non ci sarà alcuna deportazione, nessun canile lager, i cani non verranno assolutamente spostati a 600 km di distanza; la questione verrà completamente risolta, e sarà perseguito unicamente il benessere dei nostri amici a 4 zampe". Peccato però che, parole a parte, agli atti resta l'affidamento già messo nero su bianco alla cooperativa con sede a Matera che si è aggiudicato formalmente il servizio, e che nessuna revoca è stata ancora prodotta. Revoca che, nel caso, provocherebbe un pressoché scontato ricorso al Tar da parte degli affidatari. Nel frattempo il Comune ha "congelato" la situazione, prolungando l'affidamento agli attuali gestori. Ma la vicenda rischia di trasformarsi in un nuovo pasticcio. Ne è più che convinto il segretario comunale di Sinistra Italiana Roberto Giorgi, che torna sull'argomento: "Viene indetta una gara, che viene vinta da un canile di Matera, il che comporta il trasferimento dei cani ad oltre 600 km, con oggettive difficoltà, da parte del comune di Fara, di poter verificare, lo stato in cui starebbero i cani subito dopo l'aggiudicazione della gara, dice che il Comune avrebbe provveduto a rescindere il contratto con l'aggiudicatario. Bastava semplicemente inserire una clausola che prescriveva in capo all'aggiudicatario, l'obbligo di individuare, all'interno del comune di Fara, un'area da attrezzare a canile".