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Montopoli, il sindaco Fiori boccia il bilancio Aps. Il Pd: “Scelta giusta”

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Paolo Giomi
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Dopo la bufera sui servizi, nuovi venti di tempesta soffiano forte verso Acqua Pubblica Sabina. Stavolta, però, nell’occhio del ciclone finisce la compagine societaria della spa pubblica, e in particolare la quota di maggioranza, pari al 21% del capitale, detenuto dalla Provincia di Rieti. Se n’è parlato a Fara Sabina, lunedì sera, con il gruppo consiliare di minoranza di Fara Merita che ha ampiamente criticato la posizione dell’ente di Palazzo d’Oltre Velino, considerata per nulla strategica all’interno di una realtà, quale è Aps, che dovrebbe avere nei territori, e quindi nei sindaci, i principali azionisti di riferimento.

E’ andato giù ancora più duro, politicamente parlando, il sindaco di Montopoli di Sabina, Andrea Fiori, che lo scorso 28 giugno ha votato contro il bilancio 2020 della società durante l’assemblea degli azionisti. Una scelta, quella del giovane primo cittadino montopolese, ampiamente condivisa, e anzi rilanciata, dal suo partito di riferimento, il Partito Democratico, che rilancia chiedendo a tutti gli amministratori dem di fare fronte comune contro l’attuale status e l’attuale servizio di Acqua Pubblica Sabina. “Sosteniamo e condividiamo la scelta del nostro sindaco di votare contro il bilancio 2020 di Aps – tuona il coordinatore pro tempore del Pd di Montopoli, Ivo Allegrini - i sindaci sono chiamati a votare su proposte che nella forma provengono dall'azienda, ma che nella sostanza si originano chiaramente dalla gestione politica dell’Aps che prepara  le proposte senza alcuna efficace discussione o confronto, a cominciare dalle proposte di nomina al cda. Infatti, se già non sono chiari gli obbiettivi strategici di Aps, non si capisce sulla base di quali criteri vengano fatte proposte per il nuovo consiglio?

L’obiettivo principale di Aps consiste nel soddisfacimento degli interessi degli utenti. Per questo occorre fin da subito contestare la presenza in Aps dell’amministrazione provinciale, la quale, essendo tra l’altro coordinatore di Ato3, poco o nulla ha da aggiungere. La politica provinciale si limita ad un confronto distorto, consociativo, confuso ed incostante mentre i poteri degli organi di controllo divengono inutili schiacciati dalla illogica ed immotivata presenza della Provincia, che dopo aver esaurito il ruolo di incubatore e di impulso iniziale, ora vuole gestire competenze, risorse ed investimenti che non le appartengono. Il Pd provinciale – conclude Allegrini - ha recentemente contestato la presenza di Aps, e coerenza vorrebbe che almeno gli amministratori del Pd non si prestino a questo inciucio fra politica e gestione opponendosi fino a quando la Provincia sieda illogicamente fra i soci di Aps”.