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Parte sondaggio del centrodestra, quattro candidati in lizza

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La macchina organizzativa dei partiti in vista delle prossime elezioni amministrative ha acceso i motori. Il centrosinistra, tra mondo civico e singoli esponenti politici, ha cominciato a mandare segnali importanti. L’ex sindaco Simone Petrangeli non ha mai nascosto il desiderio di riprovarci anche se dovrà convincere anche quel mondo civico (Nome Officina Politica) che ieri ha bocciato questo suo desiderio. Si muove anche l’ex assessore Alessandro Mezzetti che legittimamente vuole provarci, almeno partendo da eventuali elezioni primarie. Si muove qualcosa anche in mezzo dove il consigliere Andrea Sebastiani è al lavoro con una associazione che presenterà domani e che poi diventerà lista civica con la serie possibilità di giocare con un proprio candidato la partita, magari al primo turno.

Più chiara, almeno in apparenza sembra la situazione nel centrodestra, facilitato sulla carta da cinque anni di governo. La coalizione (Fratelli d’Italia, Lega, Forza Italia a Io ci sto) ha già messo sul piatto i quattro nomi dei possibili candidati (Roberto Donati, Daniele Sinibaldi, Giovanna Palomba e Antonio Emili) per un sondaggio partito proprio in queste ore. La società demoscopica Tecnè sentirà in questi giorni 1.500 reatini sottoponendo loro alcuni quesiti sui nomi e argomenti indicati dai partiti. Un lavoro di due o tre giorni e poi i dati verranno elaborati dalla società che consegnerà la settimana prossima il lavoro confezionato alle segreterie dei partiti. E’ lì che inizierà il lavoro difficile. Il sondaggio in linea teorica non sarà vincolante per la coalizione, ma potrebbe diventarlo.

Dipenderà dal risultato. Se i quattro nomi indicati dovessero dividersi equamente (o quasi) la torta dei consensi è un conto. Se invece dovesse primeggiare un nome su tutti, è un altro. E in questo secondo caso il sondaggio potrebbe diventare assai vincolante per tutti e teoricamente chiuderebbe la partita offrendo il nome del prossimo candidato sindaco del centrodestra. In caso contrario, cioè nel caso in cui dal sondaggio non dovesse uscire una indicazione chiara, allora saranno le segreterie dei partiti a capire se pescare sempre dentro quella rosa o guardare fuori. E magari cercando un quinto nome in grado di fare sintesi, salvaguardando l’integrità della coalizione. Un nome forte, al quale nessuno potrebbe dire di no.