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Amatrice e Accumoli puntano sullo sci: stazione sui monti della Laga

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Il futuro di una delle zone più colpite dal terremoto del 2016 potrebbe essere decisamente positivo grazie all’ambiente, lo sport e il turismo e lo sci. Tre regioni, quattro province e 8 comuni ci credono e sabato prossimo presenteranno a tutti il loro progetto ambizioni per dare nuova vita al comprensorio. Il rilancio di 8 comuni dei Monti della Laga attraverso una stazione sciistica economicamente e ambientalmente sostenibile Per 8 comuni (Arquata del Tronto, Accumoli e Amatrice, Campotosto, Crognaleto, Cortino, Rocca Santa Maria e Valle Castellana) dei Monti della Laga la realizzazione di una stazione sciistica ambientalmente ed economicamente sostenibile rappresenterebbe un’opportunità unica di rilancio.

 

L’analisi evidenzia che tutti i territori montani (alpini e appenninici), per mancanza di opportunità e con redditi nettamente inferiori della media nazionale, hanno perso 3/4 della popolazione. Le cose vanno addirittura peggio all’interno dei Parchi Nazionali, come riportato anche dal rapporto del Mattam Unioncamere. Fanno eccezione i Comuni che ospitano insediamenti sciistici. La crescita demografica e di reddito, è stata maggiore laddove si è puntato ad un vero turismo residenziale (Roccaraso sull’Appennino), più scarsa con quello itinerante dei fine settimana. I migliori risultati si registrano quando l’insediamento si ispira al community model che limita la residenzialità al fondovalle abitato, anziché portarla in aree vergini in quota, come nel corporate model. Ovviamente debbono esserci gli indispensabili requisiti: di quote elevate a garanzia dell’innevamento, dislivelli e dimensione tali da essere appetibili per la clientela. I Monti della Laga in virtù della loro struttura geologica in arenaria presentano pratoni sommitali sciabili fin oltre i 2400 metri, al contrario dei massicci calcarei che per condizioni orografiche, lo sono solo a quote decisamente inferiori, vedasi i 2140 m Roccaraso e i 2195 di Campo imperatore, rispettivamente miglior comprensorio e più elevato impianto appenninico.

 

Il riscaldamento globale che ha già indotto localmente la chiusura di molti impianti, ne farà scomparire un altro 80%, ma scalfirebbe appena quello dei Monti della Laga, rendendoli una specie di arca di noe’ dello sci appenninico. Nei fondivalle degli 8 comuni, esiste un grandissimo patrimonio di seconde case, in parte destinabile, insieme all’integrazione alberghiera (18.800+8.000 posti letto), alla residenzialità turistica medio lunga. Il comprensorio sarebbe in grado di attrarre quasi un milione di presenze invernali, da sommare ad almeno altrettante estive, generando al contempo oltre 700.000 giornate di sci. Tutto ciò a fronte di una domanda locale di prossimità’ di oltre 5 milioni di presenze per oltre il 90%, attualmente migrante verso le stazioni alpine.