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Monterotondo, movida violenta. "Niente Daspo". Di Ventura critica la scelta del sindaco

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Ma.Tor.
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“Niente Daspo Willy, non si vuole risolvere il problema del centro storico”. Il consigliere d’opposizione Simone Di Ventura torna all’attacco del sindaco Riccardo Varone dopo la riunione straordinaria dei capigruppo per affrontare il tema della mala movida nella parte vecchia della città. “Abbiamo chiesto di facilitare l’applicazione delle norme di pubblica sicurezza in vigore, strumento determinante a contrastare la movida molesta – spiega Di Ventura -. Una delle modifiche ai decreti sicurezza operata dal governo giallo rosso, quello di Varone per intenderci, ha infatti riguardato l’ordine pubblico, introducendo il cosiddetto “daspo Willy” per contenere fenomeni proprio in riferimento alla movida violenta, il nome dal caso di Willy Monteiro Duarte, il 21enne pestato a morte nella notte tra il 5 e il 6 settembre a Colleferro in provincia di Roma”.

 

Il daspo vieta alle persone protagoniste di atti di violenza o degrado l’accesso nei locali e negli esercizi commerciali, infliggendo multe da 309 a 2.000 euro e la reclusione – se qualcuno resta ferito o ucciso nella rissa – da un minimo di sei mesi a un massimo di sei anni (attualmente va da tre mesi a cinque anni). “Queste norme hanno trasferito più poteri al questore, che anche sulla base della sola denuncia, può vietare l’accesso ad un elenco di locali, da sei mesi a due anni: un vero e proprio daspo per i violenti della Movida – spiega Di Ventura - Varone tuttavia non ritiene queste misure al momento necessarie. In audizione ha spiegato di non volere “militarizzare la città”.

 

Ha riferito del suo incontro con il Prefetto di Roma e dell’intenzione di procedere intanto con la installazione di telecamere. Su chi dovrebbe monitorare in tempo reale gli accadimenti nel centro storico durante gli orari più a rischio regna però la più grande incertezza”.