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Giorgia Meloni, "Bravo Andrew Howe". La polemica sugli azzurri inginocchiati: "Una forzatura"

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“Andrew Howe si ribella a questa assurda imposizione. Bravo”. Le parole postate dalla leader di Fratelli d’Italia Giorgia Meloni sulla sua pagina Facebook hanno commentato la presa di posizione dell’atleta reatino dell'Aeronaticva e primatista del salto in lungo Andrew Howe sulla decisione della Nazionale italiana di inginocchiarsi durante le partite dell’Europeo. “Secondo me i giocatori della Nazionale non si dovrebbero inginocchiare, perché Black Lives Matter è una situazione molto americana” ha detto Andrew Howe, lunghista reatino e primatista italiano che veste i colori dell’Aeronautica, a Radio Cusano Campus.

 

L'atleta Andrew Howe si ribella a questa assurda imposizione. Bravo.

Pubblicato da Giorgia Meloni su Giovedì 1 luglio 2021

 

“Ci sono delle situazioni anche qui in Italia, ma quella è un’altra realtà, un altro mondo, lì un poliziotto ha ammazzato un uomo di colore, qui un poliziotto non ha quasi neanche libertà di agire, se fa male a un gatto lo mettono in galera. Non ho mai subito episodi di razzismo, forse qualcosa quando giocavo a calcio da piccolo, ma era più una questione di ignoranza, gente che mi insultava magari per provocarmi. Sicuramente è pieno di razzisti, ci sono molte persone che discriminano per ignoranza. Se poi ci dobbiamo inginocchiare nei confronti del razzismo nel mondo, per le ingiustizie, allora quello è un altro discorso. Però se dobbiamo inginocchiarci per un movimento specificatamente americano mi sembra una forzatura sotto certi punti di vista. Se mi trovassi in America mi inginocchierei, ma sono italiano. Non è che dobbiamo inginocchiarci solo per essere politicamente corretti”, ha continuato Howe.

 

Parole che hanno generato l'applauso di Giorgia Meloni. Sotto al post della leader di Fratelli d'Italia è apparso anche il commento di Rene Felton, la mamma di Howe: "Bravo mio figlio. Sono molto orgogliosa di lui. Il problema in America e un problema americano. Io sono Americana, e vive qui in Italia da 1991. Ho lavorato nella polizia di Santa Monica per 7 anni. Quindi conosco questo problema. L'Italia ha già tanti problemi da risolvere. Bisogna risolverli prima di pensare ai problemi di razzismo di un altro Paese".