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Rieti, “Schiamazzi a tutte le ore”. Inquilini di viale Matteucci sul piede di guerra

Monica Puliti
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Qualcuno, giura che potendolo fare, si trasferirà a breve in un’altra casa perché in quel condominio di viale Matteucci è difficile invitare anche i parenti più stretti tanto le condizioni non rispondono più da tempo ai requisiti di sicurezza e decoro. E’ questa la storia di una convivenza difficile con persone venute da Paesi stranieri, l’Africa per lo più, che da tre anni a questa parte occupano 3 appartamenti su 11 di un edificio in cui rumori e schiamazzi a tutte le ore del giorno e della notte, denunciano i residenti, sono diventati la regola. Non bastassero i rumori e il via vai continuo di gente – anche questo 24 ore al giorno – le aree condominiali portano i segni di chi, probabilmente, non è abituato alla convivenza in un palazzo. “L’andirivieni è senza sosta – segnala un’inquilina che preferisce mantenere l’anonimato – e chi arriva sbaglia spesso a suonare il campanello, il che fa capire che si tratta di persone che non risiedono nello stabile. I muri verniciati da pochi mesi sono già pieni di macchie lasciate dalle ruote delle biciclette e le cassette della posta vengono spesso forzate e sono davvero indecenti”. 

C’è poi la questione del portone di ingresso che, dice ancora l’inquilina, "viene lasciato continuamente aperto”. Per non parlare dei raccoglitori della differenziata, stracolmi di rifiuti che di differenziato hanno poco o nulla, o del percolato dell’immondizia lungo tutte le scale. E poi “rumori molesti e musica a tutto volume chiudono il quadro di una situazione diventata intollerabile”, aggiunge.

 

E non sono rare le volte in cui si sono dovute chiamare le forze dell’ordine che, intervenute sul posto, hanno potuto fare ben poco: “L’ultima volta pochi giorni fa quando se le sono date di santa ragione, è successo il finimondo e abbiamo chiamato il 112. Vivere in queste condizioni è difficile, studiare non vi dico, la notte ci sono rumori, anzi sempre. Senza contare la paura di rientrare la sera quando si è soli”. Eppure negli anni le proposte per cambiare questo stato di cose non sono mancate: quella di un tavolo interistituzionale affinché gli enti preposti facciano rete gestendo il problema a 360 gradi e la questione migranti si trasformi in una realtà sociale virtuosa. Fare in modo che ci sia una distribuzione più omogenea nei diversi quartieri della città evitando che in uno stesso palazzo ci siano più di 2 abitazioni occupate da stranieri. Punti che trovano pienamente d’accordo Edo Eastwood, presidente di Rieti Immigrant: “Tre case affittate in un unico edificio sono troppe e finiscono per generare i problemi”, sottolinea. Chi di dovere batta un colpo.