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Rieti, sblocco licenziamenti: rischiano il posto in 400 nel Reatino

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Monica Puliti
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Licenziamenti sbloccati per l’industria manifatturiera ed edilizia con l’eccezione per il settore del tessile e per quelli ad esso collegati come moda e calzaturiero – con blocco confermato fino al termine di ottobre prossimo - che potranno usufruire della cassa integrazione gratuita. Dal primo luglio le aziende potranno dunque tornare a licenziare, data a cui guardano con preoccupazione i sindacati secondo i quali la misura del Governo avrà ripercussioni negative su 400 lavoratori del Reatino. Un numero grandissimo se rapportato a un territorio già messo a dura prova dal Covid e, prima ancora, dal terremoto e da una crisi economica dalla quale non si è mai affrancato dal 2008 in poi.

 

Nonostante le nostre iniziative e richieste – commenta il segretario della Fiom Cgil Rieti, Luigi D’Antonioil Governo non ha voluto ascoltarci e ha deciso per lo stop al blocco dei licenziamenti, quando invece era necessaria una proroga fino a fine ottobre per tutti i comparti economici. Ci rendiamo conto che il blocco non può essere a vita, ma prima di arrivare a questa misura occorreva procedere alla riforma degli ammortizzatori sociali, per semplificarli e fare in modo che nessuno resti mai indietro”.

 

E a proposito di ammortizzatori, nei primi mesi dell'anno in corso c’è stato un ricorso massiccio agli stessi e questo, unito al blocco dei licenziamenti, ha fatto sì che ci fosse una tenuta sociale anche nel nostro territorio (la Telpress ma anche la Elexos, la Smd, la Lombardini e la Phoenix hanno utilizzato e stanno utilizzando tuttora la cig). Da notare che nella seconda rilevazione di Federlazio sugli effetti economici della pandemia - condotta mediante questionario online rivolto a un campione rappresentativo di imprese associate e riferita al secondo semestre 2020 e primi mesi del 2021 – ben l’86,2% delle aziende intervistate aveva detto che qualora fosse caduto il blocco dei licenziamenti non avrebbe proceduto ad alcuna riduzione di personale a fronte di un 3,4% che prevedeva una leggera riduzione compensata però dal 3,4% che prevede addirittura un aumento del personale.