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Rieti, Sant'Antonio. Il messaggio del vescovo Domenico Pompili rivolto a chi ha bisogno di aiuto

L. S.
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E’ stata una conclusione della liturgia eucaristica senza la tradizionale processione dei ceri. Il vescovo Pompili ha rivolto “una parola soltanto per dire grazie al cardinale Cantalamessa, a padre Raniero. “Grazie per aver reso presente con la sua parola sapiente e carismatica il dono della predicazione - ha detto monsignor Pompili -. Come, infatti, davanti a Gregorio IX, Sant’Antonio tenne le sue prediche; così lei è da decenni il predicatore della Casa Pontificia. E stasera con la sua presenza amabile e discreta ha indirizzato i nostri cuori a “toccare” la santità di un uomo che è da secoli il riflesso trasparente della santità di Dio”.

Poi il riferimento alla mancata processione: “Non è stato possibile toccare Sant’Antonio per le vie della città, come pure si era inizialmente sperato, ma ad una valutazione più oculata va riconosciuto che una processione senza la processione è una contraddizione in termini. Tale da generare una delusione ben peggiore di quella che patiamo ora. A pandemia conclusa realmente e globalmente, torneremo a vivere l’antica processione dei ceri. È questa che tutti, Pia Unione e cappellani in primis, rimpiangiamo nella sua originale espressione di pietà popolare che neanche le trasformazioni degli ultimi decenni è riuscita a modificare. Vien da pensare, infine, che vi siano altre “processioni” secolari e non religiose che dobbiamo scongiurare in questo tempo che attraversa una inedita crisi sanitaria ed economico-sociale - sottolinea il vescovo -. Penso alla processione di quelli che cercano lavoro, alla processione dei poveri alla mensa di Santa Chiara, alla processione dei drogati e degli spacciatori; alla processione dei ludopatici davanti alle slot machine e ai “gratta e vinci”, alla processione dei debitori e degli usurai, alla processione degli anziani che hanno bisogno di cura e di sostegno. Preghiamo sant’Antonio perché ci si attivi tutti, ai diversi livelli, per scongiurare queste inutili “processioni” e così il prossimo anno vivere in pienezza il senso autentico della festa di Sant’Antonio. Sarebbe il segno che siamo veramente fuori da una emergenza che mai avremmo immaginato di vivere” conclude il vescovo di Rieti Domenico Pompili.

 

Processione a parte si sono svolti seppur con strette limitazioni gli altri riti. A cominciare, la mattina, della distribuzione della cioccolata, biscotti e pane benedetto in modalità da asporto sempre nella chiesa di sant’Agostino. A dare un tocco di colore alle vie della città sono state le infiorate. La piazza e altri luoghi del centro sono stati abbelliti dai lavori di appassionati, artisti e devoti che non hanno voluto far mancare il loro apporto.