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Rieti, assembramenti al centro prelievi dell'ospedale. La Asl: "Molti non avevano prenotato"

Monica Puliti
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Alle 8.15 nella sala d’attesa del centro prelievi dell’ospedale De Lellis  ci sono già una trentina di persone o forse più. I posti a sedere non sono tutti occupati per via del distanziamento anti Covid e le finestre sono aperte per permettere il ricambio d’aria, ma lo spazio a disposizione è quello che è e l’effetto “collo di bottiglia” si percepisce eccome. In altri tempi nessuno ci avrebbe fatto caso, ma adesso sì e più di qualcuno borbotta e si lascia andare a commenti del tipo “alla faccia degli assembramenti”.

Qualcun altro si allontana per precauzione, tanto che lungo il corridoio che corre davanti la sala d’attesa si forma un nugolo di persone, in paziente attesa che arrivi il loro turno. Perché, al di là dei tanti in fila e per i quali servirebbe uno spazio maggiore, il problema è legato anche al ritmo con cui vengono smaltite le prenotazioni per i prelievi. Alle 8.15 – parliamo di ieri mattina, giovedì 17 giugno – il display sulla porta di ingresso del centro ospedaliero segna il numero 4, ma alle 8.50 è ancora fermo al 10, mentre continuano ad assieparsi persone con in mano impegnativa e prenotazione; intorno alle 9/9.15 le presenze nella sala raggiungono la quarantina. Anche l’aria che si respira dice che sono troppe.

 

Stesso problema al centro unico di prenotazione della Asl di via delle Ortensie dove sempre ieri mattina c’erano una cinquantina di persone in fila, come pure capita che nel tendone accanto, allestito per via dell’emergenza Covid e al quale si accede prima di entrare al cup - dove non c’è aria condizionata (nei locali del centro unico di prenotazione c’è ma pare che l’impianto non funzioni) e con il caldo l’effetto serra è assicurato -, l’aria diventi irrespirabile. Ma se fino a febbraio dell’anno scorso tutto questo non avrebbe creato problemi – mancanza di aria condizionata a parte -, adesso, come detto, le cose sono cambiate: di mezzo c’è stata una pandemia che ha cambiato anche il modo di concepire noi stessi all’interno di spazi più o meno grandi. “In altri giorni problemi di questo genere al centro prelievi ospedaliero non ne abbiamo avuti – dicono dall’azienda sanitaria locale -, ieri mattina ci sono stati parecchi pazienti Tao fuori prenotazione, che dovevano effettuare la terapia anticoagulante. Spesso capita anche che le persone non rispettino il distanziamento, stazionino a parlare dove non dovrebbero e si presentino con accompagnatori”.