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Cicchetti sulla nuova giunta: "Il bene della città prima delle ambizioni personali"

mar. fug.
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L'arrivo in consiglio comunale, un quarto d'ora di chiacchiere e abbracci con i suoi sostenitori, il rito e la firma sull'atto di proclamazione, gli applausi della piccola folla radunata nell'Aula, infine la tanto attesa stretta di mano con un comunque sorridente Simone Petrangeli e un dialogo a porte chiuse di circa 10 minuti. Così ieri pomeriggio Antonio Cicchetti è diventato ufficialmente e formalmente il nuovo sindaco di Rieti. "Ora mi aspetta il difficile lavoro della formazione della giunta - esordisce nel primo discorso da sindaco in sala consiliare a margine della cerimonia - Prego tutti di capire che il momento di difficoltà richiede senso di responsabilità. Non sarà una passeggiata perché per le emozioni che mi avete regalato in tre mesi dovrei nominare 266 assessori. E, invece, i posti sono pochi e le aspirazioni di molti saranno sacrificate, ma ricordo a tutti che la città è più importante delle vicende personali". Cicchetti prende esempio da sé stesso per spiegare agli altri che non dovranno sgomitare, o addirittura lottare apertamente, per ottenere un assessorato, e che non dovranno fare guerre se non lo avranno. "Per me è stato un sacrificio questa campagna elettorale e me lo sarei risparmiato se non avessi avuto il pensiero, confermato dai fatti, di essere l'unico candidato in grado di vincere - spiega Cicchetti - Mi sono sottoposto a uno stress indicibile e ora chiedo a tutti comprensione perché il valore è quello della vittoria non dell'interesse personale". Infine, Cicchetti ha ricordato quale sarà la 'stella polare' della sua azione amministrativa, assicurando inoltre che tra 5 anni passerà la mano. "Vogliamo lasciare un'impronta di carattere storico e possiamo farlo perché io non ho nulla da chiedere alla politica - ha concluso il sindaco - Tutti dovranno sentirsi liberi in questa città. Per un obiettivo così alto qualche sacrificio di carattere personale credo possa essere tollerato".