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Rieti, nuovi percorsi rieducativi per i soggetti più violenti. Firmato protocollo tra Asl e Questura

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Lu. Spa.
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Rieti, annullare la pericolosità dei soggetti violenti attraverso un percorso di recupero. Questo il senso del “Protocollo Zeus” firmato dal questore, dal direttore generale Asl Marinella D’Innocenzo e dall’assessore ai Servizi Sociali e Pari Opportunità del Comune Giovanna Palomba, delegata del Consorzio Sociale RI/1. Si tratta di un Protocollo di intervento finalizzato alla cosiddetta “ingiunzione trattamentale”, che obbliga i soggetti ammoniti dal questore in tema di stalking, maltrattamenti in famiglia, violenza domestica, bullismo e cyberbullismo di rivolgersi alle previste strutture di recupero per intraprendere un percorso finalizzato al miglioramento della gestione delle emozioni e del controllo dei propri impulsi, rieducazione prevista peraltro dalla legislazione vigente.

Un tentativo, quindi, di un recupero educativo, ovvero riabilitativo del soggetto ammonito, in quanto lo stalker e l’uomo violento si ritrovano soli ad affrontare gli episodi, incapaci di frenare gli impulsi aggressivi e di comportarsi in altro modo. Ed è qui che interviene il Protocollo che ha l’obiettivo di renderli consapevoli della lesività delle loro condotte violente e prevaricatorie e di bloccare le recidive, quando ancora non sono caduti nella fattispecie del reato penale, intervenendo quindi direttamente sul maltrattante fermandolo, sottolineandogli il disvalore sociale delle sue condotte. Il “Protocollo Zeus” è quindi un importante strumento di prevenzione che, forte della sinergia tra istituzioni e servizi, potenzia il monitoraggio di soggetti violenti tramite reciproci feedback.

 

Dall’esperienza maturata in altre città è emerso che grazie alle misure preventive restrittive e terapeutiche svolte nei confronti dei maltrattanti si è mostrato un calo delle recidive di episodi di violenza, con un rilevante recupero di uomini aggressivi ed il contestuale recupero dell’autostima delle donne. Nello specifico la polizia di Stato segnalerà ai partner del “Protocollo Zeus”, ovvero agli psicologi del Dipartimento di salute mentale e dipendenze psicologiche dell’Asl e agli assistenti sociali del Consorzio Sociale RI/1, tutti coloro che hanno compiuto atti persecutori e violenti, i quali verranno chiamati per intraprendere il percorso trattamentale suggerito dal Questore in fase di ammonimento, tuttavia sarà cura di questi Servizi specialistici segnalare alla polizia di Stato gli ammoniti che rifiutano il percorso stesso. Infatti, disertare gli incontri diventerà un’aggravante per il soggetto ammonito. Inoltre questo sistema offre un’ulteriore alternativa a chi non è ancora coinvolto in procedimenti penali per tentare un percorso che supera l’idea classica di prevenzione, poichè per ogni caso trattato è previsto, ogni 4 mesi, un briefing tra tutti gli operatori coinvolti nel Protocollo allo scopo di seguire il percorso iniziato dai soggetti ammoniti; chi non si presenta ed ha alle spalle pregiudizi penali potrà essere proposto dal Questore per la sorveglianza speciale affinché venga monitorata la violenza, alzando così la soglia della prevenzione.