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Rieti università. Costi e iscrizioni, i conti non tornano. Asl e Ordine degli ingegneri contestano i numeri dell'ateneo

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Paola Corradini
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Asl e Ordine degli Ingegneri, per voce del direttore generale Marinella d'Innocenzo e del presidente Vitaliano Pascasi rispondono alla lettera, su carta intestata Sabina Universitas – Polo Universitario di Rieti, ma senza firma nella quale si “precisa che è in atto un percorso di adeguamento dei conti e ristrutturazione dei servizi e dei costi”. Un richiamo anche all’offerta formativa, che D'Onofrio aveva definito inadeguata soprattutto per il numero di iscritti, con gli scriventi che sottolineano “l’eccellenza dei corsi esistenti con un numero di iscritti sicuramente superiore e che è destinato a crescere con l’avvio nel nuovo anno accademico”. In chiusura un ringraziamento all'ormai ex presidente Roberto Lorenzetti “per l’impegno profuso e l’auspicio che si possa tornare alla condivisione di un progetto comune del territorio”. Ma Asl e Ordine degli Ingegneri, facenti parte del Consorzio, non ci stanno e parlano di “una nota erroneamente attribuita ai soci della Sabina Universitas e siamo certi che a parlare non sia l'ex presidente Lorenzetti”. La lettera viene definita “cosa grave dal punto di vista formale ma ancora di più sostanziale dato che la mancanza di rispetto dei ruoli rischia di creare ancora più confusione tra chi ha a cuore le sorti dell’Università che, è bene ricordarlo, è ben altra cosa dal destino del Consorzio Sabina Universitas che dell’Università è solo un fornitore di servizi”.  

Sono chiari la D'Innocenzo e Pascasi che dicono di “voler rassicurare quanti hanno espresso preoccupazioni in merito alla Sabina Universitas, di cui gli Enti che rappresentiamo, sono soci e mai sono mancate proposte per risollevare la Sabina Universitas quindi nessuno può additarci come “demolitori” visto che il nostro intento è stato sempre rivolto al futuro; intento che ha sempre contraddistinto inoltre l’operato della Fondazione Varrone ancora prima della Presidenza dello “straniero” D’Onofrio”. 

 

In merito all'impostazione portata avanti dalla Fondazione, la D'Innocenzo e Pascasi scrivono di averla sempre condivisa “perché rappresenta l’unica strada per consentire un futuro certo al Consorzio e soprattutto alla presenza dell’Università. Sul mandato di Roberto Lorenzetti precisano che “è stato condiviso dentro e fuori il consiglio di Amministrazione per rendere il Consorzio economicamente sostenibile mettendolo in trasparenza ed evitare spese inappropriate superando i costi fuori mercato delle convenzioni con le Università della Sapienza e della Tuscia. Ci è parso dunque pretestuoso il ragionamento fatto da chi oggi spara quando sono anni che chiediamo chiarezza e trasparenza, oltre a una rendicontazione veritiera. Nostro intento è mantenere nella nostra provincia un polo Universitario che abbia le carte in regola, economiche e di qualità della formazione, economicamente sostenibile e trasparente” concludono Asl e Ordine degli ingegneri.