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Monterotondo, testa di chiodo nel piatto destinato al bambino. Torna il terrore nelle mense scolastiche

Matteo Torrioli
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Non è un orecchino come si era detto in un primo momento ma un piccolo rivetto, un inserto metallico filettato grande quanto la testa di un chiodo, e quindi molto pericoloso.  A pochi giorni dalla ripresa del servizio mensa nelle scuole di Monterotondo si è verificato un nuovo caso, l’ennesimo, di ritrovamento di un oggetto metallico in un pasto destinato ad un alunno della scuola elementare dell’Istituto Comprensivo Espazia di Monterotondo, uno dei pochi che non era stato mai interessato da questi eventi.  L’oggetto metallico, ritrovato da una maestra, è stato consegnato ai carabinieri della Compagnia di Monterotondo che continuano ad indagare su una vicenda che ha letteralmente stravolto la vita nelle scuole della città. L’ultimo caso sembra essere forse il più grave nonostante sia crollato il numero di alunni che usufruisce del servizio mensa gestito dalla CirFood proprio per i timori dei genitori. In passato, infatti, erano stati ritrovati tra i pasti confezionati e destinati agli alunni viti e bulloni. Oggetti pericolosi, ovviamente, ma facilmente individuabili alla vista e quindi che non potevano passare inosservati. 

Questa volta, invece, il rivetto era di dimensioni molto piccole e più difficile da vedere. Difficile dire, quindi, se l’oggetto ritrovato sia direttamente collegabile a quelli rinvenuti nei mesi scorsi. Il servizio mensa era stato sospeso lo scorso 10 maggio e, dopo circa due settimane, il Comune di Monterotondo aveva deciso di riattivarlo. I pasti, sigillati in monoporzioni, sono ora serviti direttamente all’interno delle aule scolastiche, in modo da evitare sporzionamenti ed escludere interferenze di qualsiasi tipo nei locali refettorio. Nelle mense scolastiche è stata anche rafforzata la presenza di personale CirFood proprio per controllare che tutto fili liscio, con le spese completamente a carico della società concessionaria. 

 

Il servizio mensa scadrà il 30 giugno prossimo dopo due anni di proroghe sui quattro anni di servizio previsti. A breve, quindi, il Comune dovrà preparare un nuovo bando che, stando almeno a quello in scadenza, dovrebbe avere un importo di 270 mila euro l’anno.  In attesa del nuovo bando, però, resta la preoccupazione per un fenomeno che continua a ripetersi nonostante i controlli dell’azienda, del personale anche docente e le indagini dei carabinieri.