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Rieti, Roberto Lorenzetti lascia l'università. La Fondazione Varrone accetta le dimissioni. D'Onofrio: "Non siamo d'accordo sulle motivazioni"

Paola Corradini
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Una prima base della vicenda legata alle dimissioni di Roberto Lorenzetti, presentate ufficialmente nella mattinata di giovedì, da presidente della Sabina Universitas e da vice presidente della Fondazione Varrone, si è conclusa al termine del Consiglio di Amministrazione della Fondazione che ha accettato all’unanimità le dimissioni presentate dallo stesso Lorenzetti. Sempre giovedì si è riunito anche il Consiglio di Indirizzo che, all’unanimità, ha confermato le posizioni e quanto già espresso e deliberato in merito alla gestione del Consorzio Sabina Universitas di cui la Fondazione è socio maggioritario.

 

Ciò che è stato ribadito ancora una volta è che serve “fare chiarezza sulla gestione del consorzio oltre che garantire un'offerta formativa migliore per il territorio”. Il Consiglio di Indirizzo, ha quindi ribadito che quanto emerso durante la riunione non cambia nulla rispetto a quanto sino ad oggi operato dal consiglio di amministrazione e dal presidente D'Onofrio. Quindi in pratica, se serviva una conferma, il CdA e il CdI si sono detti in linea con questa impostazione in merito all'università. Sconfessando quanto dichiarato da Lorenzetti, per altro scelto anche dalla Fondazione Varrone di cui era espressione, e cioè che “se sono stato scelto per distruggere qualcosa che invece va migliorato preferisco lasciare”. 

 

Insomma resta l’impegno della Fondazione per la Sabina Universitas. Non è mancato il ringraziamento a Lorenzetti “per il lavoro eccellente svolto in questi anni respinge però in toto le motivazioni addotte, in quanto non corrispondenti alla linea sempre seguita della Fondazione”. Maggiore chiarezza, non ultima la posizione del Comune di Rieti per voce del sindaco Cicchetti, verrà fatta lunedì durante la conferenza stampa che il presidente Antonio D’Onofrio ha convocato a Palazzo Potenziani.