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Fara in Sabina, centro vaccinale al polo della logistica. Il sindaco Cuneo: "Non mi hanno detto nulla"

Paolo Giomi
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E’ stato oggetto di dibattiti e polemiche durate settimane, mesi, per la sua apertura è stato approvato dall'unanimità del consiglio comunale di Fara Sabina un ordine del giorno ad hoc, ed è stato istituito un comitato civico che ha raccolto centinaia di firme sul territorio. E ora le indiscrezioni delle ultime ore – l'ufficialità non è stata ancora data – sull'imminente apertura del nuovo hub vaccinale di Passo Corese sbattono contro le parole del Governatore Nicola Zingaretti, che proprio ieri ha annunciato la chiusura di tutti gli hub per la somministrazione dei sieri dal prossimo settembre.

 

Il che trasformerebbe la “notizia” del nuovo centro vaccinazioni del polo logistico di via Ternana, di fatto, in una “non notizia”. Ma soprattutto in un’autentica beffa per i tanti cittadini del secondo Comune della provincia che, in questi mesi, sono stati costretti a recarsi altrove – Fiano Romano, Rignano Flaminio, Mentana e Rieti, ma anche a Roma – per ricevere i sieri vaccinali, e che ora avrebbero potuto farlo (e forse potranno farlo) anche “a casa loro”, ma solo per i mesi estivi, ovvero quelli a più basso tasso d’affluenza di tutto l’anno. Sembra incredibile, ma tant’è. E mentre le minoranze consiliari di “Fara Merita” e “Noi Fara”, ormai una sola voce in tutto e per tutto (anche se sarebbe meglio dire, forse, che la seconda assomiglia sempre di più ad un’emanazione della prima, ndr), commentano via social la notizia con soddisfazione, dalla maggioranza il sindaco Roberta Cuneo, non può che esprimere “perplessità su tempi e modalità di questa presunta apertura, non ancora ufficializzata in nessuna sede istituzionale, senza una data né un luogo, dal momento che proprio oggi (ieri, ndr) il presidente Nicola Zingaretti annuncia la chiusura di tutti gli hub vaccinali per settembre”.

 


Ancor più caustico il vicesindaco Simone Fratini, che reputa “grave il tentativo della minoranza comunale di Fara di sminuire il lavoro costante e certificato da documenti del sindaco e della sua amministrazione, insinuando neanche troppo velatamente che un atteggiamento poco gradito del primo cittadino nei confronti di Regione e Asl possa aver generato una sorta di penitenza nei confronti di migliaia di persone costrette a migrare in ogni dove per avere ciò che gli spetterebbe di diritto”.