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Rieti, "a rischio 130 posti di lavoro". I sindacati lanciano l'allarme sulla Lombardini

L. S.
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Il futuro è sempre più incerto e a rischiare ora è la Lombardini una delle aziende storiche del Nucleo industriale presente sul territorio da quasi 50 anni. Per i 130 lavoratori il rischio è quello di perdere il posto. Uno scenario inimmaginabile per l’azienda che fino ad una manciata di anni fa era sicuramente tra le più virtuose di quelle presenti sul territorio dove la crisi sembrava essere rimasta lontano. E invece no, tanto che i sindacati non hanno potuto far altro che esprimere tutta la loro preoccupazione.

“Dopo l'incontro con l'azienda e le assemblee di questi giorni fatte con i lavoratori, è chiaro lo stato di preoccupazione per la situazione dello stabilimento della Lombardini di Rieti - fanno sapere in una nota congiunta Vincenzo Tiberti (Fim Cisl), Luigi D’Antonio (Fiom Cgil), Franco Camerini (Uilm Uil) e Tiziano Deli (Ugl Metalmeccanici) e la Rsu della Lombardini Rieti -. Sono mesi che sollecitiamo l'azienda per avere un piano industriale che dia prospettive future ai lavoratori ed allo stabilimento reatino ma ad oggi non abbiamo ancora nessuna risposta chiara nonostante sia aperto un confronto da tempo con l'azienda. Nell'ultimo incontro avuto la settimana scorsa con la direzione venuta da Reggio Emilia - continuano - i dubbi sul futuro non sono stati sciolti ed abbiamo avuto l'impressione che il gruppo Kohler, proprietario della Lombardini, non voglia più investire nello stabilimento reatino".

 

"Come organizzazioni sindacali la riteniamo una cosa inaccettabile per un territorio che negli anni ha subito pesanti conseguenze per scelte fatte da varie multinazionali. In un momento in cui si parla di risorse per rilanciare il paese e risorse per rilanciare le aree dell'ex Cassa del Mezzoggiorno, non si riesce a capire la logica di tali scelte pertanto invitiamo l'azienda a prendersi le proprie responsabilità. Insieme ai lavoratori, in assenza di risposte concrete metteremo in campo tutte le azioni necessarie alla salvaguardia dello stabilimento reatino” concludono Cgil, Cisl, Uil, Ugli e Rsu.