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Il Basilicata "social" non ama il confronto

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Paolo Giomi
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Rigorosamente su Facebook, come sempre da un anno a questa parte, per stroncare sul nascere ogni forma di contraddittorio. E' così, o meglio è sempre e solo così, che il sindaco di Fara Sabina Davide Basilicata parla ormai in pubblico. E lo fa anche per dire la sua sul bilancio appena approvato dal consiglio comunale. Alternando passaggi già affrontati in aula ad un insolito astio politico nei confronti delle minoranze di centrosinistra. E, seppure senza mai chiamarli in causa direttamente, anche verso i mezzi di informazione presenti sul territorio. Un cliché visto e rivisto, quest'ultimo, che traccia una linea netta di collegamento con una politica "old style". Cosa insolita, da chi si fa portavoce di una modernità finora non pervenuta, almeno nei metodi. I fatti, come sempre, prima di tutto. E tra le righe del lungo post con cui Basilicata dice, o meglio scrive, la sua verità sul bilancio si ripercorrono tutte le tesi sostenute finora dall'amministrazione di centrodestra. Che poi coincide con lo stesso Basilicata, dal momento che nessun altro amministratore si azzarda anche solo a proferire parola sul bilancio (come su tutto il resto), a meno che non sia il capo a dare il benestare. Tratto, anche questo, che richiama un'altra epoca politica, quella di una destra d'antan nella quale il sindaco 35enne si è fatto le ossa, prima di abbracciare il "para-renzismo trasversale" dei giorni nostri. I rilevanti tagli del bilancio 2017 altro non sono che il mero frutto delle nuove normative in vigore, della morsa che lo Stato ha stretto sugli enti locali, ma soprattutto delle eredità amministrative della sinistra di Fara Sabina. Alla quale Basilicata si rivolge con toni insolitamente astiosi, sintetizzando: "Questo sindaco e questa maggioranza hanno spazzato via il vostro sistema di governo. I cittadini di Fara vi hanno relegato nel dimenticatoio". Almeno un po' di nerbo, nel mezzo di un pot-pourri di cose sentite e risentite.