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Terremoto, la ricostruzione di Amatrice in 730 giorni. Il cronoprogramma

Paola Corradini
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L’ordinanza speciale per la ricostruzione del centro storico di Amatrice del 6 maggio scorso è una realtà come ha detto il presidente della Regione Lazio, Nicola Zingaretti durante la conferenza stampa di presentazione del Piano Ricostruzione. Numeri importanti per arrivare in due anni alla rinascita di un paese completamente devastato dal sisma del 2016. L’ordinanza speciale Amatrice riguardante la ricostruzione del centro storico è stato definito il punto più importante nel piano della ricostruzione. 

La partenza dei cantieri per la ricostruzione pubblica e privata avrà tempi brevi, circa 730 giorni, grazie alle semplificazioni a norma di legge che permetteranno di accelerare. 905 cantieri in corso e quasi ultimati, 260 cantieri già ultimati con contributi per 230 milioni di euro cui se ne sono aggiunti altri 46. Il centro storico ha subito danni tanto ingenti da essere quasi interamente raso al suolo. Ora si riparte da lì: nelle aree circostanti sono stati già realizzati o risultano in fase di realizzazione importanti interventi di edilizia privata e pubblica. È in fase di completamento la costruzione di due edifici condominiali con 80 unità immobiliari che accoglieranno il rientro nelle proprie abitazioni, entro il 2021, di altrettanti nuclei familiari. Avviati anche i lavori per il nuovo ospedale ed entro l’anno verranno avviati i lavori per la costruzione del complesso Don Minozzi che ricoprirà un importante valore sociale oltre a costituire un’importante centro di aggregazione.

 

Definite anche le delocalizzazioni dei centri commerciali ed entro l’anno saranno conclusi i lavori di un grande complesso alberghiero mentre sono in corso di affidamento gli interventi per la realizzazione del nuovo centro di formazione professionale Alberghiero e il convitto, che potrà accogliere 100 studenti, con i lavori che inizieranno entro l’estate come quelli relativi alla realizzazione del nuovo cimitero. È in fase di progettazione anche la nuova caserma dei carabinieri. In un contesto teso a ridare vita ad un borgo distrutto, lo sviluppo degli edifici pubblici e privati andrà di pari passo visto che, cosa ritenuta di fondamentale importanza, è l’immediato avvio della ricostruzione dell’abitato del centro storico al fine di consentire, con la partecipazione attiva dell’amministrazione comunale e dei cittadini, la rinascita del tessuto sociale ed economico per la ripresa della vita della città.