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Capena, boati e piccoli terremoti. Continua il mistero nella zona a nord di Roma

L. S.
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La terra continua a tremare nel Nord est della capitale, al confine della provincia di Rieti. E la gente continua a vivere in apprensione.  Dallo scorso mese di marzo, infatti, vengono costantemente avvertiti boati accompagnati da lievi scosse telluriche tra Cretone, Palombara Sabina, Castelchiodato, Capena, Mentana e Monterotondo, sufficienti a mettere in apprensione la popolazione.  Un fenomeno sottovalutato all’inizio ma che con il passare dei giorni ha confermato che non si trattata di eventi sporadici ma ripetuti nel tempo, quasi ogni giorno. Le ultime di una certa entità che ha fatto uscire di casa gli abitanti di Cretone il 22 e 23 aprile scorsi: tremori accompagnati da un boato che fortunatamente non hanno prodotto danni alle abitazioni. 

Per molti residenti è stato come rivivere la scossa di terremoto che il 24 agosto del 2016 ha distrutto Accumoli e Amatrice e gran parte delle località del centro Italia. Una ferita ancora aperta causata dal fragore del sisma in Sabina, anche a distanza di chilometri dall’epicentro. Da settimane sono scesi in campo i ricercatori che stanno studiando il fenomeno, ipotizzando movimenti da accumulo di gas. Nei giorni scorsi è stata al lavoro una squadra di geofisici guidati da Michele Di Filippo, dell’Igag Cnr, l’Istituto di geologia ambientale e geoingegneria del Consiglio nazionale delle ricerche per cercare di dare una spiegazione ad un fenomeno inconsueto.

 

“Riteniamo che possa trattarsi di un fenomeno legato a fuoriuscite o al movimento di accumuli di gas sotterranei - ha spiegato Di Filippo -. Azioni innescate forse da forti terremoti in altre parti del globo in grado di scatenare un treno di frequenze che viaggiano anche per giorni. Il fenomeno è stato avvertito in maniera distinta a Cretone ma ha riguardato, dai primi di marzo in poi, in contesti geologicamente diversi e non in contemporanea, anche Capena, Monterotondo fino a Orte e Amelia”. Nel frattempo continuano ad arrivare segnalazioni da parte di residenti e aziende che operano in località Grotta Marozza a Monterotondo, sul versante del bosco di Gattaceca. Ma anche in località Badiola, a Montelibretti. Infine a Palombara Sabina dopo le scosse del mese di marzo è stata trovata acqua torbida in alcuni pozzi. Un fenomeno che continua ad essere studiato e che continua a destare preoccupazione tra i residenti.