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Rieti, allagamenti nella Piana. Gli agricoltori attendono ancora i ristori per i danni subiti

L. S.
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Gli allagamenti della Piana reatina e l’emergenza cinghiali, che sta mettendo a rischio la sicurezza stradale e danneggiando le coltivazioni. Questi i temi affrontati nel corso dell’incontro dei vertici provinciali di Coldiretti con il nuovo prefetto di Rieti, Gennaro Capo.  “Abbiamo chiesto nei giorni scorsi un incontro al Prefetto - spiega il presidente di Coldiretti Rieti, Ala Risolo - per affrontare alcune delle problematiche più rilevanti per il nostro territorio e lo ringraziamo per la sensibilità mostrata sui temi trattati e la disponibilità ad una loro soluzione”.


Coldiretti Rieti aveva chiesto, a seguito degli allagamenti della Piana reatina, la convocazione di un tavolo istituzionale alla Regione Lazio, subito dopo l’incontro con Erg, la società che gestisce le dighe. Tavolo che è stato poi convocato dall’assessore regionale ai Lavori pubblici, Mauro Alessandri. “Abbiamo chiesto al prefetto che ci sia massima attenzione nel modulare le logiche di gestione delle dighe - spiega il direttore di Coldiretti Rieti, Giuseppe Casu -. Bisogna lavorare affinché quello che è accaduto non si verifichi più. E’ altrettanto importante, inoltre, non trascurare la questione legata alla compensazione dei danni, che i piccoli agricoltori e le aziende hanno subito a causa degli allagamenti della Piana reatina. Senza ristori le imprese rischiano di non risollevarsi, soprattutto in un periodo delicato come quello che stiamo vivendo a causa della pandemia”. Secondo una stima realizzata da Coldiretti Rieti i danni subiti dalle aziende del territorio a causa degli allagamenti della Piana reatina sono quantificabili in circa un milione e mezzo di mancato reddito con oltre 600 ettari di terreno agricolo interessati dei quali 350 coltivati a cereali e 250 a erba medica. 

 


“L’apertura del tavolo è stata fondamentale per coordinare le attività e dare risposte al territorio - conclude il presidente di Coldiretti Rieti, Alan Risolo -. Accanto alla questione relativa alle dighe, abbiamo espresso al Prefetto anche la nostra preoccupazione per un’altra emergenza: quella relativa alla numerosa presenza di cinghiali. A causa della loro proliferazione e ai mesi di chiusura determinati dal lockdown, la fauna selvatica si sta muovendo in grande libertà, causando danni importanti all’agricoltura, invadendo e devastando ettari di terreni coltivati. E’ necessario intervenire subito, innanzitutto in difesa dei cittadini, dal momento che ne deriva anche un problema di sicurezza pubblica messa a rischio dagli attraversamenti di animali selvatici e al tempo stesso degli agricoltori che stanno subendo danni ingenti alle loro coltivazioni”.