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Rieti, vendita farmacia. Cichetti: "Vado avanti, la diffida dell'opposizione è un'intimidazione"

Luca Feliziani
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La lettere di diffida arrivata nella giornata di martedì firmata da 8 consiglieri comunali, non l’ha scomposto più di tanti. Il sindaco Antonio Cicchetti tira dritto.  “Sulla vendita delle farmacie comunali non si torna indietro, non ci sono motivi per farlo”. Gli otto consiglieri parlano di “danno ingente per il Comune e la cittadinanza” e chiedono di “annullare la delibera numero 9”, quello che di fatto certifica la posizione del consiglio comunale di Rieti che qualche settimana fa aveva dato il definitivo via libera all’operazione. “Mi sembra che la lettera di diffida degli otto consiglieri sia pensata più alla forma che alla sostanza. Se ci fossero stati rilievi giuridici importanti avrebbero direttamente chiamato in causa la magistratura amministrativa o contabile, ma questo non è stato fatto. Questo significa che l’operazione è mirata solo ed esclusivamente ad avere visibilità politica e a mostrare un po’ i muscoli, cosa che non hanno mai fatto in questi quattro anni. Non entro nei dettagli della vicenda, questo lo farà nelle prossime ore il nostro avvocato che ha seguito l’intera vicenda, io mi limito a dire che la l’iniziativa degli otto consiglieri ha molto il sapore dell’intimidazione nei confronti della libera determinazione del consiglio comunale. Ma noi non ci faremo intimidire e andremo avanti senza tentennamenti, confermando la bontà dell’intera operazione”.

 

I consiglieri nell’incipit della lettera avevano sottolineato che “se si arrivasse alla cessione delle farmacie affidate in gestione alla Asm Rieti, non si perseguirebbe l’interesse del Comune e della collettività arrecando un grave danno economico per l’ente e per i cittadini” e di “prendere tempestivamente opportune iniziative, tra cui il ritiro della delibera numero 9 del consiglio comunale del 2021 per riportare la decisione amministrativa nell’ambito della legalità”. Legalità che quindi sarebbe stata violata.

 

Ancora Cicchetti. “Se fosse vero questo allora gli otto consigliere avrebbero dovuto recarsi immediatamente dalla magistratura piuttosto che scrivere lettere di diffida al sottoscritto. Se la cosa non è stata fatta ci sarà un motivo”. Poi la chiosa squisitamente politica. “L’opposizione ha latitato molto in questi anni e credo che ora provi ad uscire dall’angolo anche se lo fa in maniera disordinata e scomposta. Otto consiglieri poi non sono tutta l’opposizione. Quindi vanno avanti in ordine sparso”. La vicenda non si chiuderà certamente qui. Nelle prossime ore sarà l’avvocato del Comune a rispondere nel merito ai consiglieri. Vista da fuori, l’impressione è che la storia sia solo agli inizi.