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Rieti, nuovi impianti al Terminillo: il governo stoppa la Regione

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Terminillo Stazione Montana, il Ministero della Transizione Ecologica invita la Regione Lazio “a porre in essere, in via di autotutela, ogni necessaria iniziativa con riferimento alle non conformità evidenziate”, il riferimento sembra essere ad alcuni passaggi nella valutazione di impatto ambientale riguardo la tutela delle aree protette della così detta “Rete Natura 2000”, a renderlo noto con un comunicato il cartello di 20 associazioni ambientaliste che da sempre si oppongono con forza al progetto.

Sul cammino del progetto Tsm 2 si abbatte, da quanto si apprende una nota del 14 maggio scorso con la quale, stando a quanto riportato dagli ambientalisti, “la Direzione Generale per il Patrimonio Naturalistico del Mite contesta la validità della pronuncia positiva di Valutazione di Impatto Ambientale (Via), rilasciata a gennaio di quest’anno dal Direttore della Direzione Regionale Politiche Ambientali e Ciclo dei Rifiuti”, questo secondo la associazioni firmatarie del comunicato dimostrerebbe “senza ombra di dubbio la fondatezza delle Osservazioni al progetto presentate” e confermerebbe “la illegittimità degli ampliamenti, delle delocalizzazioni e delle nuove realizzazioni di impianti sciistici e opere connesse, non consentiti dalle norme di tutela nazionali e comunitarie relative alla conservazione e tutela della Rete Natura 2000, al cui interno ricadono le pesanti trasformazioni ambientali e paesaggistiche programmate dal Tsm ricorrendo a deroghe che il Mite ritiene del tutto infondate”.

 

Stando così le cose gli ambientalisti ora si attendono dall’Area Via della Regione Lazio che “ritiri, in autotutela, il parere di Via e di Vinca e risolva le non conformità segnalate dal Mite, riconoscendo gli impatti sugli habitat. Un riconoscimento che porterà alla bocciatura del collegamento nella Vallonina ed alla chiusura del provvedimento nel rispetto della legalità”. Quello che viene inviato dal cartello ambientalista alle istituzioni regionali e locali è un invito ad un “radicale mutamento di rotta, nella certezza che questo mutamento di rotta potrà garantire in tempi brevi un futuro sostenibile ma nel contempo più prospero al Terminillo; un ripensamento che – in un momento storico epocale – potrà anche mostrare ai cittadini e agli operatori reatini il volto di una Amministrazione Pubblica realmente orientata alla qualità di vita dei cittadini”.  Ora non resta che attendere le reazioni e le decisioni della Regione Lazio in primo luogo, ma anche di Provincia di Rieti e Comuni interessati, che invece fanno del T.S.M.2 un punto fondante per il rilancio del comparto turistico del nostro territorio.