Cerca
Logo
Cerca
Edicola digitale
+

Rieti, dopo sette mesi riapre il Flavio Vespasiano. Si riparte con il teatro vernacolare di Alessio Angelucci

Monica Puliti
  • a
  • a
  • a

Sarà il teatro vernacolare di Alessio Angelucci a riaprire le porte, il 28 maggio prossimo, del Flavio Vespasiano dopo i lunghi mesi di chiusura legata alle misure di contenimento del Covid 19. “Jemo bene”, il nuovo lavoro portato in scena da “Sipario Rosso”, farà da apripista a una stagione teatrale che non si preannuncia semplice. L’importante è comunque ripartire dopo il primo e ultimo evento del 24 ottobre scorso quando il Flavio Vespasiano accolse “La Traviata” di Giuseppe Verdi, che avrebbe dovuto segnare un nuovo inizio teatrale a seguito della rimozione dei sigilli da parte del tribunale di Rieti dopo la lunga vicenda della messa a norma dell’edificio secondo le vigenti norme antincendio.

 

Giusto il tempo di mettere in scena l’opera verdiana che il teatro dovette infatti chiudere nuovamente per via dello tsunami che si abbatté sul Paese: la seconda ondata pandemica obbligò a una nuova stagione di restrizioni. Si ricomincia, dunque, venerdì 28 alle 18,30; la commedia verrà poi replicata il giorno seguente e domenica 30, sempre alla stessa ora. “Questo – dice Alessio Angelucci – permetterà a chi verrà al teatro di uscire per tempo per godere del centro storico e dei suoi locali prima del coprifuoco. Finora l’accoglienza è stata più che buona e in tanti hanno già prenotato gli spettacoli nonostante le misure legate al distanziamento, a riprova che i reatini hanno voglia di tornare a vivere nel rispetto delle regole”.

 

A sancire la riapertura non ci sarà alcun evento. “Le condizioni nelle quali dovremo operare non sono semplici – sottolinea l’assessore alla Cultura, Gianfranco Formichetti -, per cui abbiamo preferito soprassedere. Sarà Alessio Angelucci il pioniere di questo nuovo inizio; proseguiremo poi – il 29 e 30 giugno e poi il primo luglio – con il festival internazionale della danza per il quale stiamo pensando alla location alternativa della piazza”. Come ci si disporrà all’interno del teatro? “La platea accoglierà 70 persone, potendo occupare un posto sì e due no, e 44 nei palchi – ogni palco può ospitare una sola persona oppure due qualora si tratti di familiari – precisa l’assessore -, nel qual caso i palchi potranno accogliere fino a 88 persone”. Regole ferree anche per quel che riguarda la sanificazione degli spazi, del palco in particolare, se è vero che ad ogni esibizione – si pensi al festival della danza – dovrà essere igienizzato.