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Rieti, università. Non c'è intesa sul bilancio. La Fondazione Varrone chiede più investimenti ai soci: no del Comune

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Paola Corradini
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”Se la Fondazione Varrone chiederà di aumentare il budget noi terremo il punto, non pagheremo un euro di più perché non possiamo”. Così il vice sindaco Daniele Sinibaldi in merito al rinvio per l'approvazione del bilancio di previsione rispedito al mittente dall'assemblea dei soci della Sabina Universitas. “Previsione di bilancio – spiega Sinibaldi – per l'anno accademico 2020/2021 già chiuso e che conoscevamo. Quindi come Comune per noi è un sì e abbiamo votato favorevolmente perché la riteniamo conforme agli stanziamenti stabiliti nel nostro bilancio”.

 

Lo stop e la richiesta al consiglio d'amministrazione di rivedere alcuni punti da parte della Fondazione Varrone per voce del presidente Antonio D'Onofrio, durante l'ultima assemblea, hanno lasciato stupiti alcuni componenti del CdA, tra cui Comune e Camera di Commercio. “Abbiamo risolto la situazione debitoria con i due atenei di Roma e Viterbo – spiega il vice sindaco - con cui sono state anche firmate le nuove convenzioni, il bilancio è stato rimesso in sesto e il futuro sembrava andare sui binari giusti”. Sicuramente, anche dopo il rinnovo a febbraio della governance della Sabina Universitas che ha visto l'elezione a presidente del CdA di Roberto Lorenzetti, espressione della Fondazione Varrone di cui è anche vice presidente e dell'avvocato Daniela Monteriù, per il Comune di Rieti come sua vice. Gli ultimi anni non sono stati facili con un futuro che si prospettava tutt'altro che roseo per l'università reatina. Poi sembrava si fosse arrivati ad una quadra. Problemi più grandi legati proprio all'aspetto economico con costi e budget come, aveva dichiarato subito dopo la sua elezione lo stesso presidente Lorenzetti, che erano “risicati” e quindi hanno richiesto un lavoro certosino per guardare ad una ripartenza.

 

Ora la Fondazione Varrone rilancia e rispedisce al mittente con un no che arriva anche dal Consorzio Industriale, la Asl assente, il bilancio preventivo chiedendo anzi un aumento di budget e quindi un maggiore sforzo finanziario, quando, nell'ultimo anno, erano stati gli stessi soci a chiedere una razionalizzazione dei costi. Il Comune e la Fondazione detengono l'84% delle quote e quindi l'impegno economico più pesante con la divisione delle quote che vede l'amministrazione comunale coprire una quota di circa 490mila euro e la Fondazione di oltre 500mila euro. “Appare evidente – dice Sinibaldi - che non si possono cambiare le carte in tavola dopo che come ente pubblico abbiamo preso e mantenuto un impegno anche perché non possiamo cambiare il bilancio in corso d'opera per aggiungere alla cifra già notevole, ulteriori spese”. Il problema si è presentato durante l'ultima assemblea dei soci quando è emerso, sempre su input della Fondazione Varrone, che le entrate, per un totale di 1 milione e 100mila euro, non coprirebbero i costi di gestione e dei corsi; da qui la richiesta ai soci di aumentare il budget.. Al momento a sostenere la proposta del consiglio d'amministrazione sono Comune e Camera di Commercio. Se alla prossima assemblea salterà il bilancio si scioglierà il consorzio e salterà anche il banco. “La cosa certa – aggiunge Sinibaldi – è che come Comune non possiamo sostenere spese più alte ma deve anche essere chiaro che come ente rappresentiamo la comunità e non vogliamo assolutamente che Rieti perda l'università”.