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Rieti: "In città cresciute le diseguaglianze". I preoccupanti dati dello studio del Censis-Fondazione Varrone

Paola Corradini
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“Siamo sulla via d'uscita ma dobbiamo pensare ad un modello nuovo altrimenti rimarremo impreparati rispetto al futuro”. A parlare Antonio D’Onofrio presidente della Fondazione Varrone durante la presentazione del Rapporto “Pensare il rilancio del territorio reatino al tempo del Covid-19” realizzato dal Censis in collaborazione con la Fondazione e presentato nell'ex chiesa di San Giorgio dal presidente del Censis Giuseppe De Rita e il curatore della ricerca Francesco Maietta. Un'incontro per interrogarsi sul futuro del territorio dopo un anno e mezzo di pandemia e su come ripartire.

 

Il dato che salta agli occhi è che il disagio sociale ha portato ad una maggiore disuguaglianza. Nell’ultimo anno 34 mila reatini hanno fatto ricorso all’aiuto economico di familiari, a prestiti bancari o a sussidi statali. Il 32%, quindi un terzo delle famiglie ha subito un taglio dei redditi. Allo stesso tempo il 37,6% ha incrementato i propri risparmi e se per molti è aumentato il disagio, per altri la condizione economica è migliorata. Oggi, lo stato d’animo prevalente tra i reatini è l’ansia, per via dell'incertezza anche se rimane la convinzione che le cose si risolveranno, a pensarlo il 30% della popolazione e un 21,7% si è detto desideroso di farcela. Ed è il vescovo Domenico Pompili a riflettere su questo: “Ho trovato molto stimolante l'idea che lo choc anafilattico cui siamo stati sottoposti in due battute, il terremoto prima e il Covid poi, ha impresso a un territorio uno stress che ha dato quello scatto per ritrovare sotto il peso della crisi la possibilità di ripensare l'ambiente che ci circonda”.

 

La ripresa ci sarà e i reatini ci credono anche se per il 55,4% l’uscita dalla crisi richiederà tempo. Una ripresa lunga e faticosa, in un territorio anziano che si sta spopolando, ma il 53,7% scommette sulla capacità di rilanciarsi in dieci anni a livello economico, sociale e culturale. Per il 52% degli intervistati si deve puntare su bellezze naturali e paesaggistiche, per altri sul patrimonio artistico e culturale, le tradizioni locali, la qualità della vita. Il 92,6% dei reatini ritiene che sia l’agricoltura l’epicentro dell’economia del futuro, grazie alle competenze locali e alla qualità delle materie prime. “Mi sembra che sul versante delle risorse – dice l'onorevole Fabio Melilli, presidente della Commissione Bilancio della Camera - abbiamo fatto tutti un grande lavoro perché questa è una stagione che ha risorse a disposizione. Ora si tratta di non sprecarle e di immaginare il prossimo futuro”. Infine per D'Onofrio “per ripartire vanno azzerate le disuguaglianze e lavorare affinché la cultura e il patrimonio sociale, storico e ambientale sia fruibile a tutti”.