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Rieti, morsi e pugni in carcere. Feriti due agenti della polizia penitenziaria

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Paola Corradini
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Ancora violenza nel carcere di Rieti dove nella serata di martedì 11 maggio un detenuto italiano, come spiega in una nota il sindacato autonomo polizia penitenziaria, ha aggredito due agenti in servizio che erano intervenuti per fermarlo ed evitare che aggredisse il medico di turno ed il personale infermieristico. L’uomo è entrato in infermeria pretendendo che gli venissero forniti medicinali non prescritti, ma al loro rifiuto ha dato in escandescenze. Il personale di Polizia è subito intervenuto ma il detenuto si è scagliato contro gli agenti, provocando loro con morsi e pugni diverse contusioni e ferite giudicate guaribili in cinque giorni. Sempre nella stessa giornata l'uomo, conosciuto per la sua indole aggressiva, aveva precedentemente tentato di dare fuoco ad un cuscino se non gli fosse stato fornito un farmaco di cui sosteneva di avere necessità assoluta.

 

Donato Capece, segretario generale del Sappe ha definito quanto accaduto “un grave episodio e sintomo della totale mancanza di sicurezza dovuta alla carenza di personale”. “Ricordo che il Sappe – scrive Capece - ha già evidenziato, con una nota scritta al Provveditore del Lazio, le criticità e le problematiche connesse alla gestione di questi soggetti con indole particolarmente aggressiva e ci chiediamo fino a quando la polizia penitenziaria dovrà subire queste aggressioni” aggiungendo che “taluni detenuti e detenute sono convinti di non essere in carcere a scontare una pena ma in un albergo, dove possono fare ciò che preferiscono. Ed è grave che la recrudescenza di questi episodi si sia concretizzata da quando sempre più carceri hanno introdotto la vigilanza dinamica ed il regime penitenziario ‘aperto’, con i detenuti liberi di muoversi per le Sezioni detentive”.

 

Capece, a nome del sindacato, ha espresso solidarietà ai poliziotti e al personale medico e paramedico del carcere di Rieti sollecitando, come sindacato, il Ministro e il Capo del dipartimento amministrazione penitenziaria ad intervenire con urgenza per fronteggiare le gravi criticità penitenziarie. Quello verificatosi martedì è solo l'ultimo di una lunga serie di episodi di violenza che negli ultimi due anni si scatenano all'interno della casa circondariale. Tra tutti il più eclatante la rissa scoppiata tra due diverse fazioni che sfociò in una vera e propria rivolta da parte dei detenuti. Su quanto accaduto interviene anche la FP Cgil, che ribadisce l'emergenza legata alla grave carenza di personale penitenziario nelle carceri.