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Rieti Covid. Dimezzate le dosi di vaccino per i medici di famiglia

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Monica Puliti
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Ancora poche dosi a disposizione dei medici di famiglia per combattere il Coronavirus. La campagna, che li vede coinvolti dal primo marzo scorso e di cui i medici di medicina generale costituiscono un perno essenziale, va dunque ancora avanti con armi spuntate. Nonostante lo stato di agitazione e la minaccia di uno sciopero sulla consegna dei vaccini da parte della Fimmg, che ha portato l’assessore regionale Alessio D’Amato a organizzare lunedì scorso un incontro con la categoria per aggiornare il piano delle somministrazioni, fino a ieri sera le dosi negli studi dei 150 medici del territorio hanno continuato ad arrivare in quantità dimezzata rispetto ai primi tempi.

 

“Anche questa settimana – dice il presidente dell’Ordine dei medici di Rieti, dottor Enrico Tittoni – è arrivato un solo flacone, che equivale a 6 dosi, più quelle per eseguire i richiami (prima che partissero gli hub vaccinali, il quantitativo a disposizione di ogni medico, settimanalmente, era di 2 flaconi e perciò di 12 dosi, ndr). Il problema è sempre lo stesso, la quota dei vaccini continua a essere ridotta tanto che per Pfizer, quello finora somministrato dai medici di famiglia, il richiamo è stato allungato a 35 giorni rispetto ai 21 precedenti. Permanendo tale situazione, il progetto di un hub vaccinale gestito dai medici di famiglia da allestire al Pala Malfatti resta congelato in attesa di sviluppi positivi sulla quantità dei vaccini da consegnare, sviluppi su cui nutro forti dubbi”. 

 

Nell’incontro di lunedì tra l’assessore D’Amato e la Fimmg-Federazione medici di medicina generale regionale e nazionale, è stato deciso, tra l’altro, un cronoprogramma che prevede: dal 17 maggio al primo giugno la consegna di 2 fiale di Pfizer a settimana per i fragili; dal 17 maggio al primo giugno la possibilità per gli ultra 40enni di vaccinarsi solo dal proprio medico di famiglia con AstraZeneca e non negli hub (diversamente dovranno aspettare l’apertura della loro fascia d’età); dal 20 maggio la consegna ai medici di famiglia del Lazio di 20 mila dosi settimanali di Johnson&Johnson, mentre dal primo giugno saranno ampliate le consegne di Pfizer e consegnati quantitativi crescenti del nuovo vaccino di produzione tedesca Curevac. Impegni a fronte dei quali la Fimmg regionale ha sospeso momentaneamente la proclamazione dello stato di agitazione in attesa di verificare il rispetto degli stessi. In attesa che la macchina organizzativa prenda giri, i medici di famiglia – tolti i richiami - continuano a vaccinare 6 persone a settimana fuori dell’orario ambulatoriale e con un compenso di 6 euro lordi a somministrazione.