Cerca
Logo
Cerca
Edicola digitale
+

Rieti, impianto rifiuti: 15 milioni di investimenti. L'Asm scommette su Casapenta

Alessandro Toniolli
  • a
  • a
  • a

Il dissequestro dell’impianto di Casapenta può essere considerato un passo importante per la strategia del ciclo dei rifiuti dell’amministrazione comunale di Rieti e conseguentemente per Asm, che nel suo futuro punterà con sempre più decisione su questo settore. Per quell’impianto sono previsti investimenti importanti, fino a 15 milioni di euro, che genereranno indubbi vantaggi ambientali, economici (anche per i cittadini) e occupazionali, con la creazione di nuovi posti di lavoro. Questa la sintesi di quanto dichiarato dal presidente Asm Vincenzo Regnini, che conferma la scelta strategica, alla quale è anche legato quello che definisce il “sacrificio delle farmacie”.

 

 

L’obiettivo è quello di avere “un impianto di differenziazione del rifiuto urbano in modo che si possa valorizzare. L’impianto progettato è un Remat, recupero materie, che poi possano essere reimesse e avere una nuova vita”. Questo produrrà “un vantaggio per il sistema territoriale, sia sotto il profilo ambientale che sotto il profilo economico, perché significa portare meno prodotti in discarica. Il dimensionamento sarà tale che potrà rispondere alle esigenze del territorio comunale e soddisfare eventuali esigenze dei centri limitrofi. In questo modo potremmo essere utili alle casse del Comune, a quelle dell’azienda e all’ambiente della provincia”. Un processo quindi che potrebbe avere un impatto anche a livello occupazionale: “nel nostro piano industriale è previsto un incremento di organico”. Anche la pratica dello smaltimento da parte dei cittadini ne uscirà semplificata “organizzeremo una raccolta costituita da umido, vetro ed in un ultimo contenitore per tutto il resto perché poi, presso l’impianto di Casapenta sarà una macchina con lettore ottico ad effettuare la cernita.

 

 

A quel punto ad esempio per i polimeri potrebbe effettuare un’ulteriore differenziazione con il vantaggio di individuare i vari polimeri che poi potranno essere messi sul mercato con una valorizzazione economica”. Una innovazione anche ambientale visto che “non verranno trattati rifiuti speciali e non sono previste emissioni, semmai ci saranno vantaggi anche dettati dal minor traffico di mezzi pesanti con conseguente monte inquinamento”. Insomma si andranno a tagliare di molto i costi di smaltimento, con vantaggi che si dovrebbero rintracciare anche sulla tassazione dei cittadini. Un progetto con costi importanti “tra i 13 ed i 15 milioni, ma si autofinanzierà in quanto i risparmi generati da questo ciclo virtuoso sono immediatamente bancabili. Asm potrà fare un’operazione bancaria, ma si potrebbe anche pensare a qualche linea di finanziamento legata al Recovery Fund, essendo il progetto coerente con gli intenti di innovazione e tutela dell’ambiente” Infine i tempi “ci vorrà un anno per le autorizzazioni ed un altro per averlo a regime”.