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Capena, minacce di morte al sindaco Roberto Barbetti. "Ti faccio saltare tutte le case"

Paolo Giomi
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Minacce di morte al sindaco Roberto Barbetti. Nei giorni scorsi una lettera anonima è stata recapitata al primo cittadino di Capena, una missiva spedita direttamente alla casella postale dell’abitazione del sindaco nella quale, esplicitamente, si esternavano intimidazioni e minacce: “Attento, ti faccio saltare le tue case sindaco del c…”, così riportava il biglietto, ovviamente in forma anonima e artificiosamente confezionato, biglietto che è stato immediatamente messo nelle mani dei carabinieri della stazione di Capena, che unitamente ai colleghi del reparto investigativo della compagnia di Monterotondo hanno avviato un’attività di indagine finalizzata alla scoperta dell’autore della missiva. L’inchiesta, coordinata dalla Procura della Repubblica di Tivoli, competente per territorio, muove al momento contro ignoti, e non riporta alcuna ipotesi di reato, che verrà verosimilmente configurata nelle prossime ore.

 

A dare notizia dell’intimidazione è lo stesso sindaco di Capena, che rivela di aver “consegnato ai carabinieri la lettera minatoria. Inizialmente – spiega il primo cittadino Barbetti - avevo ritenuto opportuno non pubblicizzare questa minaccia per non creare un clima di tensione che ho sempre cercato di stemperare. Ovviamente non ho paura delle minacce, anzi continuerò ad amministrare con impegno ed onestà, soprattutto in questo momento di crisi sanitaria, economica e sociale in cui si trova il paese in cui personalmente sono in trincea su due fronti, come sindaco e come medico. Continuerò a lavorare ogni giorno insieme a tutti i miei collaboratori come da sempre sono stato educato dai miei genitori e dai miei insegnanti”.

 

La lettera minatoria nei confronti del sindaco Barbetti arriva in un momento di accesissima polemica politica nel territorio, sfociata addirittura in una serie di denunce elevate dal sindaco Barbetti e da alcuni esponenti dell’amministrazione comunale nei confronti di privati cittadini, che a detta del primo cittadino hanno ecceduto nelle polemiche nei confronti dell’operato della maggioranza. Sfociando, sempre secondo la testi dell’amministrazione, nella calunnia e nella diffamazione, messa nero su bianco nella querela presentata sempre ai carabinieri.