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Rieti, scabbia nel sottopasso. Un caso tra i senzatetto

Paola Corradini
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“Accogliere i migranti in modo dignitoso: no ai bivacchi”. E' la richiesta dell'Assemblea Territoriale di Cittadinanzattiva che da tempo sottolinea quello che è diventato un problema umanitario, di salute e di dignità. 
“Dopo la nostra prima segnalazione di sospetta scabbia a danno di un immigrato richiedente asilo che dormiva nel sottopasso vicino al Centro Commerciale Perseo – fanno sapere i referenti dell’Assemblea territoriale di Cittadinanzattiva - insieme ad altre persone, almeno otto, abbiamo incontrato l’assessore ai Servizi Sociali del Giovanna Palomba e la responsabile della Mensa di Santa Chiara, Stefania Marinetti, che stanno seguendo gruppi di immigrati tra cui quelli che stazionano nel sottopasso”.

Durante l'incontro si è deciso che i rappresentanti di Cittadinanzattiva si sarebbero occupati di chiedere l'intervento del 118 per trasportare al De Lellis l’immigrato con sospetta scabbia affinché venisse visitato e curato. “I nostri attivisti – proseguono dall’assiociazione - hanno dovuto effettuare molte telefonate sentendosi rispondere ogni volta, di rivolgersi altrove 'perché non è di nostra competenza', in un assurdo rimpallo di competenze e responsabilità. Dopo un'odissea infinita grazie all'intervento del direttore generale e sanitario della Asl e dell’Assessore Palomba è intervenuto il Sisp”.

 

A seguire l'iter anche due volontari che, affiancati da un mediatore culturale e con l’aiuto di immigrati regolari residenti a Rieti, hanno potuto accompagnare l'uomo al pronto Soccorso per le cure necessarie. “Va sottolineata – continuano da Cittadinanzattiva – l'efficienza del medico intervenuto che ha dovuto superare, anche lui, il muro dei no perché in genere il trattamento per disturbi di questo tipo si svolge a domicilio, ma in questo caso era proprio quello che mancava”.  Il sindaco Cicchetti ha assicurato che il bivacco nel sottopassaggio sarà smantellato e bonificato ma che non c'è un luogo dove ospitare le persone che ci dormivano. 

“Sappiamo delle difficoltà in cui versano i Servizi Sociali – spiega CittadinanzAttiva – ma è inaccettabile tollerare bivacchi, offensivi della dignità umana di chi è costretto a viverci e della città. La burocrazia impedisce di risolvere in tempi brevi queste problematiche nonostante le istituzioni locali dichiarino il loro impegno perché si interviene solo sulle emergenze senza progettazione e programmazione di azioni preventive, che porterebbero ad una maggiore efficacia degli interventi evitando gli altissimi costi dell’assistenzialismo”. Da qui la richiesta ufficiale per la costituzione di un tavolo tecnico tra Comune, ASL, Prefettura, Questura, Consorzio Sociale e Associazioni per trovare una soluzione al problema, “rispettosa della dignità umana delle persone fragili e della coscienza civile di una cittadinanza estremamente generosa e partecipe”.