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Rieti Covid, mancano le dosi di vaccino. Slitta l'apertura dell'hub al PalaMalfatti

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Monica Puliti
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 Resta in cantiere il progetto di utilizzare il PalaMalfatti come maxi centro vaccinale gestito dall’Ordine dei medici. “Noi mettiamo a disposizione il palazzetto – dice il presidente della Provincia, Mariano Calisse -, ora attendiamo che l’Ordine ci dica il da farsi”. Certamente, prima di partire, si vuole essere certi che una volta allestito il centro vaccinazioni le dosi necessarie annunciate dall’Asl dopo il colloquio con la Regione arrivino davvero. Per ora il progetto resta in sospeso

Intanto restano sul piede di guerra i medici di medicina generale, prezioso anello di congiunzione tra il paziente e la struttura ospedaliera.“Domenica scorsa solo nel nostro studio abbiamo vaccinato 150 persone, 450 in tutta Rieti, a fronte delle 600 somministrazioni fatte nei centri vaccinali”. A parlare è il dottor Stefano Delrio, dopo il sit-in messo in scena due giorni fa insieme ai suoi colleghi davanti allo studio Galeno in viale Maraini, per richiamare l’attenzione sul problema della insufficienza delle dosi destinate loro. “Finora – aggiunge – ci erano state date 2 fiale a settimana con cui abbiamo vaccinato 12/14 persone, ultimamente ridotte a una sola fiala. Questo perché, nel frattempo, sono stati potenziati gli hub vaccinali che hanno assunto un ruolo prioritario rispetto al nostro, senza contare la visibilità e l’impatto sull’immaginario collettivo che hanno simili strutture”. E a proposito del tipo di vaccini da somministrare, finora i medici di famiglia si sono cimentati sul Pfizer, esercizio largamente praticato in tutta la regione Lazio, ma le cose potrebbero cambiare.

 

“Non vorrei che, vista la disastrosa campagna di comunicazione condotta per AstraZeneca, che ha portato, specie al Sud d’Italia, a decine di migliaia di rinunce a vaccinarsi, adesso la Regione decidesse di passare la patata bollente ai medici di famiglia – conclude il dottor Delrio –. Il Pfizer, dal punto di vista della somministrazione, è un vaccino più semplice da gestire”. Per il dottor Paolo Bigliocchi “c’è ancora un grosso problema di riconoscimento del nostro ruolo, che va garantito a prescindere dalla ‘peculiarità del territorio’ (espressione usata dal Pd reatino nella nota che dà merito al consigliere regionale Fabio Refrigeri di aver assicurato la continuità nella somministrazione dei vaccini da parte dei medici di medicina generale, ndr). Ricordo che siamo stati ignorati allo scoppio della pandemia e fino alla seconda ondata, quando abbiamo cominciato a ricevere i primi presìdi sanitari, e che siamo gli unici a fare rete, perché siamo sul territorio e costantemente contattati dai pazienti che ci chiedono informazioni e vogliono essere rassicurati su tutto”.