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Rieti, scuole aperte in estate, dirigenti d'accordo

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Estate a scuola tra corsi di recupero e attività di recupero della socialità. Questo in poche parole quello che prevede il piano per l’estate del ministro dell’Istruzione Bianchi che parla di un’occasione per contrastare le povertà educative. E si parla anche dei patti educativi di comunità, accordi tra scuole e associazioni del territorio. Tutte iniziative che la scuola reatina sembra accettare positivamente.
“Bisogna dire che non si tratta di meri centri estivi – sottolinea il segretario regionale della Cisl, Claudio De Sanctis, - ma delle scuole che aiuteranno gli alunni, in un momento particolarmente difficile come quello che tutti stiamo vivendo, a recuperare apprendimenti e socialità. Una opportunità importante, che per gli istituti scolastici è su base volontaria, che verrà finanziata non dalla legge finanziaria ma dai ristori che nascono in sede europea”. 

Innegabile è il fatto che in questo periodo dell’anno i docenti, i dirigenti e il personale scolastico sono allo stremo e pensare ad una nuova progettazione da attuare a breve è impegnativo ma c’è la possibilità di utilizzare dei fondi, “non tutti da rendicontare a fine luglio”, precisa De Sanctis, “ che favorirebbero le famiglie, offrendo una risposta sociale, oltre che educativa, per le famiglie in difficoltà. Oltretutto in un ambiente protetto come quello scolastico”. Fondi che resterebbero all’interno delle scuole. Nella circolare del 27 aprile, inviata ai dirigenti scolastici, si parla infatti di 520 milioni di euro, di cui 150 per potenziare l’offerta formativa extracurricolare, il miglioramento delle competenze di base, il consolidamento delle discipline, per il recupero della socialità da giugno a settembre. Circa 320 milioni per progetti Pon per il potenziamento delle competenze e per progetti di inclusione per studenti con fragilità ed infine 40 milioni per contrastare la povertà e l’emergenza educativa, prevenire la dispersione scolastica. Le scuole reatine hanno, come detto, già attivato la “macchina organizzativa” proponendo alle famiglie diverse attività.

 

Qualche istituto si affiderà al terzo settore, grazie ai “patti educativi di comunità”, (pec) il cui intento sarebbe quello di stringere un’alleanza educativa tra scuola e associazioni. Come la Sacchetti Sassetti che si avvarrà dell’esperienza del Gruppo Jobel. Qualche altro gestirà le attività con i docenti interni, su base volontaria. Volontaria sarà l’adesione delle famiglie che, nel contesto attuale, potranno fare affidamento sulla scuola. “Nella nostra scuola i docenti hanno aderito numerosi e molte famiglie sono interessate. Prevediamo tutte attività svolte da personale interno con qualche, pochissimi, esperti esterni” sottolinea Irene Di Marco, Dirigente scolastico dell’istituto comprensivo ’Alda Merini di Campoloniano e reggente presso l’Istituto Malfatti di Contigliano. “Saranno attività finalizzate al recupero degli apprendimenti e molti docenti hanno risposto con entusiasmo. Il fatto di fare attività senza stare al banco o addirittura all'esterno ha tutto un altro sapore. Abbiamo presentato le spese alla scuola polo che distribuirà poi i fondi”.