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Rieti, riapertura in sordina per bar e ristoranti

Monica Puliti
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Il tempo non proprio invitante, il fatto che fosse lunedì e poi il coprifuoco delle 22. Sono tutte circostanze che lunedì sera non hanno quasi mai giocato a favore dei locali – ristoranti, pizzerie, pub, enoteche – che finalmente hanno potuto riaprire i battenti, ma solo negli spazi esterni. Quasi mai, dicevamo, perché ad eccezione di alcuni locali, specie nelle aree della movida, quelle a ridosso del Lungo Velino Bellagamba e del ponte romano, per gli altri è stata una ripartenza lenta e il movimento che ci si aspettava non c’è stato. Alcuni, addirittura, hanno chiuso prima dell’orario stabilito.

 

 

“C’è il timore di uscire – dice il presidente della Fipe (Federazione italiana pubblici esercizi) Rieti, Elia Grillotti – e c’è anche una crisi generale da non sottovalutare, che tiene spesso le famiglie lontane dai ristoranti o da altro tipo di locali”. Perché, non dimentichiamo, sono tante le persone che nell’ultimo anno hanno perso il lavoro o vivono di cassa integrazione che, quando arriva nei tempi dovuti, è ben al di sotto di uno stipendio pieno e serve per pagare mutuo, affitto e bollette, mentre il ristorante e in generale le spese considerate superflue arrivano parecchio dopo, se arrivano. “Io personalmente – aggiunge Grillotti, titolare del ristorante ‘La Corte’ – ho avuto quattro tavoli, circostanza che di lunedì sera può essere normale. Non c’è stato comunque, in generale, un gran movimento anche perché chi lavora e torna a casa alle 19 e oltre ci pensa bene prima di andare a mangiare fuori dal momento che i locali chiudono alle 22”. Quella di due sere fa è stata una prova generale, una sorta di rodaggio.

“Speriamo che nel frattempo arrivi il bel tempo e confidiamo nel buon senso affinché ci sia per tutti un nuovo inizio”, conclude il presidente provinciale della Fipe. Altrove, in Italia, si può derogare al coprifuoco. E’ il caso di Trento dove il presidente della Provincia autonoma, Maurizio Fugatti, ha deliberato che si possa rientrare più tardi delle 22 “per il tempo strettamente necessario secondo il tragitto più breve tra l’esercizio di ristorazione e il luogo di destinazione (è nella responsabilità individuale dimostrare, anche con autodichiarazione, la legittimità di tale spostamento oltre le ore 22)”. Dopo le riaperture di lunedì 26, il prossimo step sarà quello del 15 maggio quando in zona gialla riapriranno le piscine all’aperto e, anche nei giorni festivi, i mercati e i centri commerciali. Dal primo giugno, poi, si potranno frequentare le palestre al chiuso, potranno aprire, ma solo a pranzo, i locali che hanno spazi al chiuso (la misura potrebbe essere estesa anche per la cena) e si potrà andare a eventi sportivi negli stadi o palazzetti; dal 15 dello stesso mese riaprono le fiere e dal primo luglio gli stabilimenti termali, i convegni e i congressi.