Cerca
Logo
Cerca
Edicola digitale
+

Monterotondo, bulloni nei piatti serviti nella mensa scolastica. Indagano i carabinieri

Matteo Torrioli
  • a
  • a
  • a

Se all’inizio si poteva pensare ad una svista o ad un errore magari nella confezione o preparazione dei pasti, ora lo scenario è cambiato completamente. E la vicenda assume contorni inquitenati. Si è infatti appreso che la scorsa settimana, il 22 aprile, due bulloni sono stati rinvenuti in due pasti diversi (entrambi dei primi piatti) all’interno della mensa della scuola elementare di Via Pietro Nenni, facente parte dell’Istituto Comprensivo Bruno Buozzi di Monterotondo. Naturale lo sdegno e la preoccupazione delle famiglie che hanno puntato immediatamente il dito sulla CirFood, la cooperativa che fornisce il servizio mensa nella scuola. 

Dopo giorni di pressioni e discussioni tra la dirigente scolastica, il personale docente ed i genitori dei bambini, la scuola aveva addirittura deciso di permettere alle famiglie di far portare ai loro figli il pasto direttamente da casa.  Un qualcosa che, fino a poco tempo fa, sembrava quasi impossibile visti i rigidissimi protocolli in atto per l’emergenza Covid. Ieri, però, un nuovo fatto incredibile che ha messo in allerta ancor più la dirigente scolastica. Sempre nella scuola elementare di via Nenni (dove c'è anche la scuola dell'infanzia ma le mense sono separate) un bullone, ancora di dimensioni maggiori di quelli rinvenuti la settimana precedente e che sembrava addirittura nuovo di zecca, è stato trovato in un piatto di pasta di un alunno della scuola elementare. Al momento del fatto sembra che un’inserviente della Cirfood, che per contratto svolge anche il servizio di apparecchiamento dei pasti, abbia avuto un mancamento, sconvolta nel vedere cosa fosse nuovamente accaduto. 

 

Se la scorsa settimana era stata allertata la Asl competente ed il Comune di Monterotondo, questa volta è stato inevitabile l’intervento dei carabinieri per appurare meglio i fatti. È evidente, anche se non si possono ancora trarre delle conclusioni, che stia accadendo qualcosa di più grave e che non si possa parlare di semplici incidenti o distrazioni. Specialmente l’ultimo bullone rinvenuto, di grandi dimensioni e praticamente nuovo, non poteva sfuggire a chi è addetto alla composizione dei pasti che, tra l’altro, vengono termosigillati dopo la cottura (che avviene nella sede della Cirfood a Pomezia). Il bullone, quindi, è finito nel piatto prima di essere sigillato o dopo la sua apertura a scuola? Lo stabiliranno i carabinieri