Cerca
Logo
Cerca
Edicola digitale
+

Rieti, disabile vittima dei bulli. Condannato il ragazzo che gli spense una sigaretta addosso

Paola Corradini
  • a
  • a
  • a

Ci sono voluti sei anni, era la primavera del 2015, per fare giustizia e dare giustizia ad un ragazzo disabile vittima di bullismo. Il giudice Alessio Marinelli, ha condannato Emanuele Chiaretti, oggi 25enne, ad 8 mesi di reclusione e al pagamento di una provvisionale immediatamente esecutiva in favore della parte civile, delle spese legali e al risarcimento dei danni. Il giovane, all'epoca dei fatti appena 19enne è stato infatti ritenuto responsabile dei reati di lesioni e violenza privata e aggravata ai danni di Valentino Pietrosanti, affetto da una grave disabilità di tipo cognitivo che all'epoca dei fatti aveva 24 anni e conosciuto da tutti come persona gentile.

Il tribunale ha riconosciuto il danno arrecatogli da uno dei due aggressori. La vicenda destò rabbia e sconcerto in città. La storia di bullismo avvenne in viale Verani fuori dal McDonalds dove Chiaretti ed un suo amico minorenne, dopo aver sbeffeggiato e preso in giro Valentino, gli spensero addosso una sigaretta, gli bruciarono i capelli e poi gli avvicinarono l’accendino arroventato sul collo, mentre gli sputavano il fumo in faccia e gettavano mozziconi nel cappuccio della felpa. Valentino, incapace di difendersi, era stato poi soccorso ed accompagnato al De Lellis dove i sanitari riscontrarono abrasioni ed ecchimosi. Una storia malata che ha avuto un lieto fine grazie alle indagini dei carabinieri che hanno ricostruito l'accaduto. L’imputato aveva chiesto il patteggiamento ma il Gip aveva rigettato la richiesta vista la gravità dell’episodio. Nel 2016 il tribunale, accolse l’istanza dell’avvocato Luca Conti, concedendogli una possibilità prestando lavori di pubblica utilità. Opportunità revocata in quanto la relazione consegnata dalla Caritas, aveva segnalato comportamenti non consoni facendo così ripartire la macchina della giustizia. All'episodio di bullismo, come spiega l'avvocato Morena Fabi che ha assistito Valentino e sua madre Assunta Trastulli, avevano assistito molti altri ragazzi di cui sono state poi raccolte le testimonianze che hanno permesso di risalire ai colpevoli grazie anche alle immagini delle telecamere sequestrate dai carabinieri.

 

La vicenda attirò le attenzioni dei media nazionali e un'intera città si schierò con Valentino. Addirittura l’allora sindaco Petrangeli chiese giustizia per Valentino come anche gli ultras del Rieti, che durante una gara allo Scopigno, gli espressero solidarietà con uno striscione. Una condanna ad un gesto vile compiuto per puro divertimento. “La famiglia di Valentino intende ringraziare i carabinieri per l’attività di indagine e per la solidarietà ed il sostegno mostrati nei confronti del ragazzo e ci tiene ad evidenziare che nessuna condanna né offerta risarcitoria potrà rimediare al danno che ha subito Valentino che va aldilà di quello fisico che, fortunatamente, non è stato di rilevante entità” ha detto l'avvocato Morena Fabi.