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Terremoto, furti tra le macerie. Sciacalli in azione ad Amatrice e Accumoli

Lu. Spa.
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Case distrutte e derubate. La denuncia-segnalazione di alcuni residenti delle zone del cratere che nel sisma del 2016 non hanno perduto solo i propri cari ma anche i ricordi di una vita che ora, superato lo choc iniziale, tornano lentamente a riaffiorare nella mente di chi è sopravvissuto. 
Mobili, gioielli, suppellettili, quadri, conci, portoni e pietre, quelle antiche con cui erano state costruite le case molte delle quali facenti parte di insediamenti urbani rurali risalenti al 1600 – fanno sapere dal Comitato Illica Vive attraverso il sito AurHelio.it -. Tutto sparito e nessuno sa più che fine abbiano fatto”. Già a poche settimane dal sisma, il Comitato Illica Vive denunciò la presenza di “sciacalli” che si avventavano sulle case abbandonate e distrutte per accaparrarsi il patrimonio mobiliare custodito da secoli tra le mura domestiche. 


“Ma non servì a nulla. Non servì neppure la richiesta di creare un sistema di recupero e catalogazione delle pietre che sono particolarmente ambite per ricostruire ville e magioni di appassionati cultori del passato che vogliono dare quel tocco antico alle nuove residenze. Molti proprietari si stanno organizzando. Più che una vera e propria denuncia alle autorità competenti, delle quali nessuno si fida più, si ragiona sulla creazione di un sito, di un portale dove caricare gli oggetti spariti. Non si fanno nomi benché la filiera sia molto chiara. Secondo il Comitato Illica Vive che ha raccolto diverse testimonianze si tratterebbe “di squadre particolarmente organizzate che hanno fatto razzia degli arredi, degli oggetti lasciati incustoditi per mesi se non per anni. Nonostante le aree siano state presidiate dalla polizia e dai carabinieri, la vastità del territorio e la capillarità dei comuni e delle frazioni hanno impedito una reale sorveglianza. Spesso gli stessi proprietari sono stati avvisati dell’abbattimento delle loro abitazioni molto dopo la demolizione. Chi ha assistito però ha avuto modo di constatare che attraverso i mezzi meccanici riuscivano a prendere parecchio”. 

 


La procedura dell’abbattimento prevedeva che il materiale raccolto venisse accatastato in uno apposito spazio per poi essere triturato ma ai proprietari sarebbe stato impedito di recuperare il più possibile. Queste cataste di oggetti, anche preziosi, secondo quanto affermato dai legittimi proprietari sarebbero state “sottratte e rivendute a commercianti senza scrupoli”. Ad alcuni è venuta l’idea di creare un portale dove caricare le fotografie degli oggetti spariti. Poche le speranze di ritrovarli ma intanto l’indignazione cresce. “C’è chi parla del furto di conci, blocchi di pietra squadrati utilizzati sugli edifici a scopo decorativo per abbellire i portoni d’ingresso o le finestre. Ci sarebbe un mercato fiorente di questo materiale” spiegano dal Comitato Illica Vive che ha raccolto le segnalazioni. ”Le pietre, quelle belle, delle nostre case sono state tutte rubate. È nato un vero e proprio business sui materiali da recupero. Le pietre a differenza di un quadro o di un mobile antico sono nel loro aspetto tutte simili. Ci sono antiquari che le trattavano anche prima del terremoto. Da Rieti fino ad Ascoli c’è un mercato diffusissimo. Questo tipo di materiale finisce tutto nei loro depositi, le pietre le camuffi con facilità non è un dipinto. Purtroppo – concludono dal Comitato Illica Vive - delle cose scomparse poco o niente è rimasto in zona”.