Cerca
Logo
Cerca
Edicola digitale
+

Rieti, spaccio. Il colonnello Bellini, comandante provinciale dei carabinieri: "Sabina territorio vulnerabile"

Pa.Cor.
  • a
  • a
  • a

A parlare dell’operazione Sabinianum il comandante dei Carabineri di Rieti colonnello Bruno Bellini. “Abbiamo dato esecuzione ad una serie di provvedimenti cautelari per spaccio e consumo di stupefacenti. Provvedimenti emessi dopo due anni di indagini portate avanti dai ragazzi del Nucleo Investigativo che con grande determinazione hanno continuato ad effettuare attività tecnica di intercettazione e riscontri sul campo”.

La cosa che ha lasciato sconcertati gli uomini dell’Arma, come i residenti di Gavignano, Forano e Tarano la presenza, nell’indagine di numerosi minorenni. “Ragazzi giovanissimi – spiega il comandante Bellini - soprattutto tra gli acquirenti che ci ha portati a dover interessare sia la Procura e il Tribunale per i minori”. Quanto accaduto dimostra che la provincia non è poi così tranquilla. “Il problema è che questo territorio a cavallo tra le due province risulta più vulnerabile e quindi ci troviamo spesso a dover operare in piccoli comuni dove, nonostante siano considerati tranquilli, esiste questo fenomeno del consumo a dettaglio di stupefacenti leggeri”.

 

“Fondamentale per la chiusura delle indagini” sempre il comandante provinciale “la collaborazione della popolazione e delle autorità e sono convinto che questo è l’anticorpo che consentirà alla provincia di rimanere quella che è sempre stata cioè tranquilla; però l’attenzione deve rimanere alta perché come vediamo una parte delle nuove generazioni cade in facili trappole soprattutto riguardo all'uso di droghe a causa di giri organizzati da persone molto più spregiudicate che vengono da altre province. Per preservare queste zone sane come sono state sino ad oggi ci vuole attenzione massima da parte nostra e di tutte le istituzioni, le famiglie, la scuola come abbiamo riscontrato in questo caso che altrimenti non si sarebbe chiuso”. Il comandante tiene a precisare che “questa operazione dimostra come l’Arma sia sempre presente anche nei piccoli comuni e la collaborazione è fondamentale per cercare di debellare il fenomeno ed evitare che diffonda in modo radicato soprattutto tra i giovani”.