Cerca
Logo
Cerca
Edicola digitale
+

Rieti, minacce e insulti all'Arcigay. Il presidente Domenico Di Cesare: "Non ho paura di denunciare"

Esplora:

Paola Corradini
  • a
  • a
  • a

“Speriamo che il covid vi ammazza a tutti tanto siete solo delinquenti”. Questo un passaggio della lettera arrivata a Domenico Di Cesare, presidente di Rieti LGBT+Associazione Arcigay, ma indirizzata a tutti gli appartenenti all’associazione. E’ lo stesso Di Cesare, in un post pubblico, a renderlo noto: “Sono il presidente di Arcigay e esserlo in una città come questa non è facile. Porterò subito la lettera in questura. Potrei stare ore a scrivere di mail, di insulti e minacce sui social e per strada, dell'etichetta a Arcigay strappata dal citofono dell’Arci che ci ospita e altro che non posso rendere noto”.
Insulti pesanti quelli contenuti nella missiva arrivata il 15 aprile ed è solo, si legge in una nota del direttivo, “l’ennesimo episodio che, sommato a quelli verificatisi per mail, personalmente e sui social, ci hanno portato alla decisione di denunciare agli organi competenti quanto accaduto nel tempo”. E la polizia ha avviato una indagine per risalire agli autori del gesto.

 

A schierarsi a fianco dell’Arcigay l’Anpi Rieti per voce del presidente Cosmo Bianchini che ha espresso “solidarietà e vicinanza per le minacce e le intimidazioni ricevute da vigliacchi che si nascondono dietro l’anonimato. Per questo serve una legislazione che contrasti la violenza e la discriminazione di genere, all’identità di genere o all’orientamento sessuale. Serve una cultura del rispetto poiché le parole hanno un peso ed è necessario contrastare questo clima di violenza verbale e fisica”.

Anche Rieti Città Futura ha espresso, in una nota, senso di rabbia e disgusto. “A Domenico e ai compagni e le compagne del circolo rivolgiamo la nostra solidarietà e vicinanza. Episodi di questo tipo sono l'esito di un clima omofobico alimentato dalla nostra classe politica, in particolare da chi non perde occasione per reiterare messaggi di disprezzo e odio, rifiutando ostinatamente di approvare il Ddl Zan”.

 


Il Partito Democratico si dice indignato e preoccupato: “Conosciamo la forza e la risolutezza di Domenico Di Cesare ma riteniamo doveroso essere al suo fianco e condannare chi si è reso protagonista di un gesto vile e codardo. La nostra preoccupazione è per le tante persone che in questo clima di odio e intolleranza sono costrette a vivere senza poter esprimersi, senza poter amare liberamente chi vogliono. A loro va la nostra più completa e sentita solidarietà che porti però a gesti concreti con l'approvazione della legge Zan contro l’omolesbobitransfobia. Ed è Di Cesare a specificare che “non si vuole dare importanza a chi insulta, ma far capire che ci siamo per chi ha bisogno di sostegno. E' ora di dire basta. Prende sempre più piede la voglia di candidarsi alle prossime elezioni: no perditempo”