Cerca
Logo
Cerca
Edicola digitale
+

Rieti, lettera minatoria all'Arcigay: "Speriamo che il Covid vi ammazza a tutti"

Esplora:

  • a
  • a
  • a

Lettera di minacce e insulti all'Arcigay di Rieti. A riferirlo è il presidente Domenico Di Cesare tramite un post su Facebook. “Sono il presidente di un’associazione Arcigay (Rieti Lgbt) e esserlo in una città come Rieti non è facile e proprio per questo mi fa piacere sbattervelo in faccia” spiega in un post. “Sono appena passato a ritirare questa lettera – dice mostrando un’immagine della missiva intitolandola con un passaggio, ‘Speriamo che il covid vi ammazza a tutti tanto siete solo delinquenti da 2 a 90 anni. Meglio la m**da’ – che ho portato subito in Questura, e parte del testo lo ometto, troppo schifo".

 

‘SPERIAMO CHE IL COVID VI AMMAZZA A TUTTI TANTO SIETE SOLO DELINQUENTI DA 2 A 90 ANNI. MEGLIO LA MERDA’ Sono il...

Pubblicato da Domenico Di Cesare su Giovedì 15 aprile 2021

"

Venendo alla sede Arci - continua -, che ci ospita, a ritirare questa lettera, dal parcheggio ho fatto meno di cento metri, e sono bastati per ascoltare davanti al bar cinque uomini maturi (due li conosco) e una voce: ‘mesà che ‘llù covid và ‘nfrociti’; li ho sfiorati passando in mezzo la strada, perché comodamente occupavano il marciapiede, tutti con mascherina sotto al mento. Li ho guardati dicendo a voce alta: ‘gente di me**a’. Sono andato via e nessuno ha fiatato. Ecco che ritiro la busta e la apro. Potrei stare ore a scrivere di mail di preti o presunti tali che ci mandano all’inferno - continua Di Cesare -, di insulti e minacce sui social, di cinque ragazzi che il 27 gennaio dopo la manifestazione sull’omocausto in piazza mi hanno detto ‘frocio’, della scritta ‘Arcigay’ strappata sul citofono di Arci e tanto altro che non posso rendere noto. La società cambia, anche se ci vuole tempo, ma voi continuate a essere dei poveracci e il dispiacere che provo è quello che vostri figli o nipoti dovranno crescere vicino a persone come voi. Quanto sopra grazie a tanta gente del territorio, anche associazioni, che non ci reputano alla loro altezza, alle decine di amministrazioni del territorio che ci ignorano e neanche rispondono alle nostre richieste fatte con posta certificata e firmate con nome e cognome e non come questi vili anonimi. Prende sempre più piede la voglia di candidarsi alle prossime elezioni: no perditempo” conclude Domenico Di Cesare

 

"Si tratta purtroppo dell’ennesimo episodio che, sommato a quelli verificatisi per mail, per strada e sui social, hanno portato il nostro Direttivo alla decisione di denunciare agli organi competenti tutti i singoli fatti. Rendere noto quanto sopra è stato necessario per dimostrare innanzitutto che non abbiamo paura, ma ancor più che siamo sempre più coese e coesi nel dare voce a chi non ne ha, e a scrivere chiaramente che noi continueremo a essere un punto di riferimento per chi avrà bisogno della nostra vicinanza e aiuto. Se da una parte il direttivo di Arcigay vuole chiedere scusa ad Arci Rieti, che ci ospita e che involontariamente viene coinvolta in queste situazioni, allo stesso tempo la ringraziamo per il sostegno che anche in questa circostanza ci ha dimostrato", si legge in una nota dell'Arcigay Rieti.